Dizionario dei Pittori Bresciani
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GOTTARDI ADRIANA

Mandolossa di Gussago
Frequentato il Liceo artistico di Carrara, vi ha conseguito la maturità artistica.
AI 1961 datano le sue prime apparizioni in mostre collettive, anche in veste di pittrice: a Gussago, a Brescia città nella quale nel 1969 ha allestito la prima personale, nella saletta dell'A.A.E.
Sollecitato da molteplici interessi, si perfeziona a Monza, Firenze, Roma, in Cecoslovacchia e in America. Nelle varie discipline affrontate, dalla pubblicità alla scultura, dalla matematica alla pittura emerge, aggiudicandosi vari premi e acquisendo titoli che vanno da quello di Maestro d'arte (Monza) alla maturità artistica (Firenze) e, ancora, di Master of Arts della Western Reserve Univeresity di Cleveland. Altra abilitazione gli rilascia il Ministero della Educazione di Sacramento.
Licenziatosi al Liceo di Firenze, nel 1937, si iscrive ad Architettura, facoltà presto abbandonata per seguire i corsi di scultura che porta a termine con il massimo dei voti nel 1940.
Il suo primo soggiorno in terra straniera si compie nel 1945, ed a Roma frattanto insegna figura disegnata sia all' Accademia, sia all'Istituto "B. Angelico" (1947 -1948).
Dopo di che si trasferisce negli Stati Uniti dove rimane percica vent'anni, sia pure con frequenti viaggi al paese natale. In America insegna in diverse università e scuole d'arte, decora vari edifici, partecipa a numerose esposizioni a carattere internazion~le ed allestisce mostre personali. Nei primi anni Settanta rientra alfine in Italia e intraprende l'insegnamento al Liceo artistico di Lovere.
La sua pittura riflette molteplici intendimenti; da uno stile c1assicheggiante acquisito con lo studio dei sommi maestri del passato è via via pervenuto ad un astrattismo geometrizzante che ha pure teorizzato in trattati volti alle proprietà dei poliedri e dei poligoni. L'esito appariscente delle sue composizioni, quali la recente Bellezze geometriche ambivalenti (1969) è di un decorativismo prezioso.
Membro di numerose Accademie italiane e straniere é socio effettivo dell' Ateneo civico bresciano.
Suoi lavori sono stati acquistati da numerose collezioni, fra esse ricordiamo: il Museo civico di Bratislava, Museum of Arts di Cleveland; al Municipio di Carpenedolo l'artista ha donato proprie opere, fra le quali l'Autoritratto e Bambino assetato. Ma del lungo peregrinare in Italia e fuori, alcune decorazioni meritano citazione, dal Volon-tario caduto, affresco oggi distrutto di cui resta testimonianza in "Goliardia fascista" (febbraio 1936) alle composizioni del Santuario di Sastine (Bratislava, 1943) a quelle ancora dell' Abbazia di S.Andrea a Cleveland, città in cui Graziotti insegnò contem-poraneamente all'Istituto statale d'arte, al Notre Dame College, alla Cooper School of Art e all'Art Colony. Durante il soggiorno in California é stato docente di anatomia e figura disegnata nel California College of Arts and Crafts di Oakland, di disegno e pittura all'Università di San Francisco.
Il periodo americano,il meno noto fra noi, é stato denso di soddisfazioni e riconosci-menti; uno dei più evidenti segni della fama raggiunta dal nostro artista è l'eco riscossa dal busto del presidente John F. Kennedy: una delle tante opere plastiche "che hanno stupito gli americani".
Anche le partecipazioni a mostre collettive nazionali e internazionali accostano sovente opere pittoriche e opere plastiche riflettenti, soprattutto negli anni più vicini, lo studio perseguito sui poliedri, tanto che la sua pittura viene denominata "scientifi-ca-astratto-geometrica" .
Adriano Graziotti ha ordinato numerose personali: a Carpenedolo (1936), Bratislava (1942), Cleveland (" Art Institute", 1949; "Art Colony", 1950); Taos ("Blue Door Gallery", 1951); Santa Fè ("Art Museum", 1951); ancora Cleveland ("Vixeboxse Art Gallery", 1951); Los Angeles ,1953); S. J osè ("Rosacruz Art Gallery", 1956); Sacra-mento ("Croker Art Gallery", 1956); S. Francisco ("Xanadu Art Gallery", "Aca-demy of Sciences", 1962, e al "Jack Taar" nel 1964).
Negli anni 1955 - 1956 numerose le presenze in seno alle mostre della "Scuola d'Arte Graziotti" di S. Francisco, mentre nel 1969 l'artista é presente al "Frye Art Museum" e al "Pacific Science center" di Seattle.
Dopo il ritorno in patria ha allestito una vasta antologica nella brasciana galleria della Associazione artistica di via Gramsci (ottobre 1979) annoverante dipinti e sculture. Una produzione pluridecennale i cui esiti ci appaiono ben racchiusi e sintetizzati nelle parole di Ardis Stahl: come raccontare del pittore, del romantico vecchio mondo e allo stesso tempo dell'artista Op?, del matematico preciso e metico-loso e del sentimentale il cui calore verso i suoi simili risplende attraverso la fredda pietra e l'immutabile bronzo? Adriano Graziotti è questa rarità del nostro tempo di specializzazioni: l'uomo del Rinascimento. Graziotti non è solo artista dal brillante talento, ma è anche autore, matematico, storiografo; per di più é profondo studioso del poliedrico maestro del XV secolo, Leonardo Da Vinci".
La notazione biografica, tratta dal precedente nostro "Dizionario" dedicato ai pittori bresciani, già pone in evidenza la difficoltà di seguire Adriano Graziotti lungo il suo frenetico itinerario d'arte, solo in parte percorribile attraverso le opere che ha riunito nella sua casa di Castenedolo. Basta tuttavia questa produzione per conoscere le progressive evoluzioni d'una creatività volta alla statuaria classica, alla forma geometrizzante, alle reminiscenze futuriste, a forme organiche, fino ad annoverare gli esiti "scultorei" della ricerca scientifica, fra i quali il "piccolo rombicosidodecaedro stellato solido". Nel 1963 quest'ultima opera fu oggetto di azione legale da parte dell'autore che, plagiato, ottenne soddisfazione da chi aveva riprodotto il lavoro originale senza attribuirlo a chi l'aveva compiuto.
Se sono noti il già ricordato busto del presidente americano Kennedy (Sacramento, 1964), la bronzea statua del Fanciullo assetato (1965) posta al centro della fontana del palazzo municipale di Carpenedolo, la tomba Pedrini (Mezzane di Calvisano, 1972), il monumento ai Caduti di Montirone (1975), ben più difficoltoso proporre quanto disseminato in lontane terre, come Sidonia, terracotta del 1944 al Museo civico di Bratislava, il bronzeo ritratto del poeta Hronsky (1950), ora proprietà privata in Buenos Aires, i contemporanei busti del Dottor Hrusovsky, di privata collezione a Cleveland e di San Benedetto (Cleveland); l'Indiana col bambi110 morto (1949) ora al Museo di Cleveland, città dove resta anche Negra, del 1959. E poi Dana nuda (1969), bronzo a Seattle, Le Novati, bronzo del 1974 collocato a Bollate, la Signora Elder (Washington, 1975).
E come riproporre le innumerabili composizioni, le figure, i ritratti, gli animali incisi via via con classico fare o stilizzati, esseri animati da emblematicità o da arcaicismo di lontane genti ...
Ecco allora in rapida successione: Torso di atleta (bronzo, 1934), Contadino etrusco (terracotta, 1947), Sinfonia musicale (bassorilievo, 1948), Connie (terracotta, 1948), Miss Ruth (legno, 1949), Bella fanciulla negra (piombo martellato, 1949), Lottatori (bronzo, 1950), Profilo di bambina (piombo, 1950), Pugilatori (gesso, 1953), Babuino (magnesite e rame, 1956), Bisonte (bronzo, 1959), Reminiscenza di fOl·me organiche (bronzo, 1960), Gallo (pietra e rame, 1964), la Danzatrice Kathy (bronzo, 1967), Donna africana (legno dell'Ohio, 1969), Gorilla (plastilina, 1969) ...
A vendo Graziotti ricostruito per la prima volta in terza dimensione i poliedri perduti di Leonardo Da Vinci, recentemente ha goduto il privilegio di esporre otto di essi nella "Expo 85 - Tsukuba", in Giappone, unico italiano rappresentante il campo plastico-geometrico.
Per conoscere almeno attraverso la riproduzione fotografica varie opere fra quelle su citate; per prendere cognizione delle numerosissime illustrate in pubblicazioni d'oltre Oceano, non possiamo che rinviare alla nota biblografica che correda la voce:
GRAZIOTTI ADRIANO UGO nel nostro "Dizionario dei pittori bresciani". VoI. II, p. 114 e segg. edito da G. Zanolli. (1983).
 

GOTTARDI GIANCARLO

Brescia, 7 gennaio 1951.

Gardone V.T. e a Ponte Zanano. Come dice Luigi Salvetti, grafica e pittura determinano i due nuclei della ispirazione del giovane Gottardi.  Nella prima prevale il desiderio di riscattare la visione della gente intesa come realtà positiva nel meccanismo della strumentalizzazione e della mercificazione della persona.  In pittura, tra campiture morbide e compatte, scene di vita valtrumplina.Entrambe le espressioni rette da sensibilità anche musicale, ma soprattutto da impegno sociale che pone Gottardi a contatto diretto con le dure esperienze del mondo del lavoro.  Quel mondo che sembra voler assoggettare, prevaricare ogni attimo e ogni palpito di vita. Ne scaturisce una ribellione di fondo, al tempo stesso un atto d'amore, come in Subconscio alterato affermatosi a Molinetto nel 1980 in cui le strutture che «sembrano uscire da qualche fabbrica» rappresentano la stessa manipolazione cui può soggiacere l'anima dell'uomo. Affacciatosi alla ribalta delle esposizioni nel 1976, Gottardi già si è evidenziato fra i grafici bresciani; presente a numerose mostre collettive in città e provincia quali l'interregionale di Ghedi (1977), i premi Breno (1978), «Roberto Bezzi» di Molinetto (1979, 1980), Bagnolo Mella (1979, 1980), ha altresì preso parte alla IV edizione de «La Triade» milanese. Personali ha allestito a Boario Terme (1977, 78, 79), Gardone V.T. (1978, 79), Brescia (1979).Se nelle sue opere compaiono fermenti, inquietudini, interrogativi che accomunano molta parte della umanità, traspare tuttavia una certa predilezione per la Valle che ha fatto sua, e per la gente di quella Valle, delle quali insinua nelle composizioni umili aspetti, consuetudini e consueti oggetti e attrezzi di lavoro, emblemi di una civiltà che può e deve essere preservata.  Un grido d'allarme, dunque, e un atto di fede espressi con accorata sincerità.
 
BIBLIOGRAFIA
L. SPIAZZI, Giro dell'arte, «Bresciaoggi», 8 marzo 1980.  AA.VV., «Brescia'80», Brescia, I -1 I maggio 1980.
L. SPIAZZI, Giro dell'arte, «Bresciaoggi», 13 dicembre 1980.
 

GRASSI ANTONIO

Secolo XVIII.  Vedi voce FERRARI PIETRO

GRASSO CAPRIOLI ADRIANO

Sale di Gussago, 6 ottobre 1927

Di Filippo e della contessa Camilla Caprioli, dopo aver conseguito la licenza liceale si iscrive alla facoltà di geologia. Dal 1949 al 1951 frequenta l'Accademia di B.A. in Vienna.  Discepolo di Gustavo Vitale e di Cristian Andersen Robin, consegue l'abilitazione. Si de dica  soltanto alla pittura che, riflettendo l'animo suo inquieto, appare frutto di intensa ricerca espressiva: affiorano echi da tendenze e scuole varie,dall'espressionismo palese nelle opere esposte a Stoccolma, Brescia, Roma e Milano nella prima metà degli anni Cinquanta, al «primitivismo selvaggio» seguito al soggiorno in Svezia. In questa nazione rimane per circa un anno pensando di dedicarsi a un tipo di pittura monumentale e decorativa ben accetta nel campo delle costruzioni.  Di quei mesi la vincita di un concorso per la creazione di una vetrata destinata a chiesa inglese. Come altri promettenti giovani bresciani, è invitato ad esporre alla Galleria Alberti (1958).  Del 1962 la sua personale alla A.A.B. che, pur annoverando opere quali Giovinetta di storia vecchia, Sconosciuto sul blu altre ne offriva, dedicate ai cavalli, dominante motivo di successive sue apparizioni pubbliche.  Anche l'impasto dapprima succoso si fa rarefatto, la pennellata ampia e le cromie più tenui al punto di lasciare trasparire il bianco della tela, a volte sfiorando il pericolo del segno troppo sbrigativo. Di quegli anni (1 964) notate dalla critica e concordemente elogiate Carica n. I e Carica n. 2, che dalla concitata raffigurazione e dal disinvolto piglio traggono un «ritmo allegro e squillante di fanfara».  Il 1964 è l'anno del concorso nazionale della caccia indetto dalla A.A.B. e che Grasso Caprioli si aggiudica con Lè morta, dipinto apprezzato per spontaneità e movimento.  Quel movimento, d'altronde, caratterizzante i suoi cavalli negli ippodromi.  Val qui rammentare che il suo carattere irrequieto si rillette anche sul periodo in cui è stato presidente della .,\. \.B.: cui dette rinnovate sale, ma nel cui ambito suscitò polemiche durate a lungo. Alti e bassi che paiono incidere anche la sua produzione pittorica dove punt' più elevati e convicenti appaiono là dove «la scansione cubisteggiante... regge e argina vittoriosamente l'ondata di luce abbacinata». Da rammentare, fra le venti e più mostre allestite in città e fuori, due singolari raccolte che evidenziano l'ansia di ricerca; quella dedicata alla Bibbia (1975) e le dodici immagini della Madonna esposte nei rinnovati locali di S. Maria del Carmine (1980).  Per non dire di «Desiderio ridente», un opuscolo fatto di rime e caricature.  Edito da Davide Copeta, può forse servire a meglio conoscere l'autore, intendere le impennate e gli abbandoni; la irrequietezza con la curiosità dell'uomo, sangue nobile e anima popolana, che vuol vivere entro il suo tempo.
 
BIBLIOGRAFIA
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«Galleria A.A.B.», Brescia, 28 aprile- I I maggio 1962.
«Pittura contemporanea bresciana - A.A.B.», Brescia, 30 novembre 1963.
G.F. MAIORANA, «Momento artistico bresciano», Stampa Apollonio, Brescia, 1963.
G. MAZZUCCATO, La caccia alla A.A.B., «La Voce del popolo», IO ottobre 1964.
G. VALZELLI, Nella mostra della caccia alla A.A.B., «Il Cittadino».  I ] ottobre 1964.
«Galleria A.A.B.», Brescia, 17-29 ottobre 1964.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giomale di Brescia», 25 ottobre 1964. «Nuovi orizzonti», Napoli, a. 111, n. 2, novembre 1964, p. 26 e coperta. «Storia di Brescia», Vol.  IV.
G.V., Il Garda in un bicchiere, «Giomale di Brescia» 4 giugno 1965. «Giomale di Brescia», 27 ottobre 1965. llpremio Gussago.
A. MAZZA, «28 studi di artisti bresciani», Ed.  Squassina, Brescia, 1966.  G.V., I bresciani sul Garda, «Giornale di Brescia», I I giugno 1966. «Galleria A.A.B.», Brescia, 4-16 febbraio 1967.
E.C.S.(alvi), Omaggio ai Maestri delpassato, «Giomale di Brescia», 3 gennaio 1967.  G. NOBILE, A.A.B., Lettera aperta a Grasso Capri(ìli, «La Strada», settembre 1968. «Giomale di Brescia», 21 marzo 1969, Mostre d'arte.
«Galleria A.A.B.», Brescia, I 1-22 novembre 197 1. (Con testo da «28 studi» di A. Mazza).  E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giomale di Brescia», 21 dicembre 197 1.
C. VILLANOVA, «Galleria Bistro», Brescia, 6-19 ottobre 1973.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», 20 ottobre 1973 e 15 febbraio 1974.  L.S.(piazzi), Mostre in città, «La Voce del popolo», 22 febbraio 1974.
C. VILLANOVA, «Galleria Bistro», Brescia, 16-29 novembre 1974. «Galleria Magenta-Arte arredo», Brescia, 8-20 novembre 1975.
L. SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», I I dicembre 1976.
G. CAVAGNINI, Desiderio ridente fra rime e caricature.... «Giornale di Brescia», 21 febbraio 1979.
L. SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 12 gennaio 1980.
«Enciclopedia bresciana», Ed.  La Voce del popolo.  Alla voce Ass.  Artisti bresciani, Vol. 1, p. 49. «Arte bresciana oggi», Ed.  Sardini, Bomato.
 

GRAZIOTTI ADRIANO UGO

Carpenedolo, 7 maggio 1912

Castenedolo e negli Stati uniti.
Nato da umile famiglia, giovanissimo affronta vari mestieri per vivere e nel frattempo studia.  L'esito della sua costante applicazione sono borse di studio conseguite presso scuole italiane e straniere (1930).  Sollecitato da molteplici interessi, può perfezionarsi a Monza, Firenze, Roma, in Cecoslovacchia e in America..Nelle varie discipline affrontate, dalla pubblicità alla scultura, dalla matematica alla pittura, emerge aggiudicandosi vari premi ed acquisisce titoli che vanno da quello dì Maestro d'arte (Monza) alla maturità (Firenze) e, ancora, di Master of Arts nella Westem Reserve University d'Cleveland.  Altra abilitazione gli rilascia il Ministero della Educazione di Sacramento.Nel 1937, licenziatosi al Liceo di Firenze, si iscrive ad Architettura, facoltà presto abbandonata per seguire i corsi di scultura che porta a termine nel 1940, col massimo dei voti.  Il primo suo soggiorno in terra straniera si compie nel 1945 ed a Roma insegna figura disegnata sia nell'Accademia sia all'Istituto «B.  Angelico»(1947-1948).Dopo di che si trasferisce negli Stati Uniti dove rimane per circa vent'anni, sia pure con frequenti viaggi al paese natale. In America insegna in diverse scuole e Università, decora diversi edifici, partecipa a numerose esposizioni a carattere internazionale, allestisce mostre personali.Al termine degli anni Sessanta rientra alfine in Italia e intraprende l'insegnamento nel Liceo artistico di Lovere.La sua pittura riflette i molteplici interessi; da uno stile classicheggiante acquisito dallo studio dei sommi maestri antichi, è via via pervenuto ad un astrattismo geometrizzante che ha pure teorizzato in trattati circa le proprietà dei poligoni. L'effetto maggiormente appariscente delle sue più recenti composizioni, quali Bellezze geometriche ambivalenti, del 1969, è di un decorativismo prezioso. Membro di numerose Accademie italiane e straniere, è Socio dell'Ateneo civico bresciano.  Suoi lavori sono stati acquistati da numerose collezioni, fra esse ricordiamo: il Museo civico di Bratislava, Museum of Arts di Cleveland.  Al Municipio di Carpenedolo, l'artista ha donato sue opere, fra cui l'Autoritratto. Ma del lungo peregrinare in Italia e fuori, alcune decorazioni meritano ricordo, dal Volontario caduto, affresco oggi distrutto, ma di cui resta testimonianza in «Goliardia fascista» (febbraio 1936), alle composizioni nel Santuario di Sastine (Bratisiava, 1943), a quelle ancora dell'Abbazia di S. Andrea a Cleveland, città in cui Graziotti insegnò contemporaneamente all'Istituto statale d'arte, al Notre Dame College, alla Cooper School of Art e all'Art.  Colony.A S. Francisco è stato invece docente di anatomia e figura nel Califomia College of Arts and Crofts; di disegno e pittura alla Università.  Il periodo americano, il meno noto fra noi, è stato denso di soddisfazioni e di riconoscimenti; uno dei più evidenti segni della fama raggiunta è la eco riscossa dal busto del presidente John Kennedy: una fra le tante opere plastiche «che hanno stupito gli americani».Anche le partecipazioni a mostre collettive nazionali e internazionali congiungono sovente opere pittoriche e opere plastiche riflettenti, soprattutto negli anni più vicini, lo studio perseguito sui poliedri: tanto che la pittura viene denominata «scientifica astratto geometrica».  Adriano Graziotti ha allestito numerose mostre personali: a Carpenedolo (1936), Bratislava (1942), Cleveland («Art Institute», 1949- «Art Colony», 19 50) Taos («Blue Coor Gallery», 19 5 1), Santa Fè («Art.  Museum», 19 5 1), ancora Cleveland («Vixeboxse Art Gallery», 1952), Los Angeles (1953), S. Josè (Villa Montalvo, 1954), S. Francisco («De Young Museum» e «Art League», 1954), S. Josè («Rosacruz Art Galiery», 1956), Sacramento («Crocker Art Gallery», 1956), S. Francisco («Xanadu Art Gallery»; «Academy of Sciences», 1962 e al «Jack Taar» nel 1964). Negli anni 1955-66, numerose le presenze in seno alla «Scuola d'arte Graziotti», di S. Francisco, mentre nel 1969 è presente al «Frye Art Museum» e al «Pacific Scienee Center» di Seattle. Avvenuto il ritorno in patria, Graziotti ha ordinato una vasta antologica nella bresciana «Galleria dell'Associazione artistica» di via Gramsci (ottobre 1979), annoverante dipinti e sculture.  Una produzione pluridecennale i cui esiti ci paiono ben rac~ chiusi e sintetizzati nelle parole di Ardis Stahl che, dell'artista, ha scritto: Come raccontare del pittore del romantico vecchio mondo ed allo stesso tempo dell'artista Op?, del matematico preciso e meticoloso o del sentimentale il cui calore verso i suoi simili risplende attraverso la fredda pietra e l'immutabile bronzo? Adriano Graziotti è questa rarità del nostro tempo di specializzazioni: l'uomo del Rinascimento. Graziotti non è solo un artista dal brillante talento, ma anche autore, matematico, storiografo; per di più, è un profondo studioso del poliedrico maestro del XV secolo, Leonardo Da Vinci.
BIBLIOGRAFIA
Sta in: G. NICODEMI, «L'Arte», luglio-dicembre 1963, N. Serie, Vol.  XXVIII, p. 407.
Si veda inoltre:
«Il Popolo di Brescia», 5 ottobre 1934, L'operaio soldato di Graziotti. «Il Popolo d'Italia», 7 marzo 1935.
«La Sera», Milano, 18 gennaio 1936.
V.B., «Corriere della sera», 19 gennaio 1936.
«L'Ambrosiano», 24 gennaio 1936.
D. MOROSINI, «Libro e moschetto», 26 gennaio 1936. «Corriere della sera», I e 4 febbraio 1936.
L. BERGAMO, «Gazzetta del popolo», 23 febbraio 1936. «Il Cittadino», Monza, 5 marzo 1936.
G. MUSSIO, «Paesaggio brianteo, «Il Popolo d'Italia», 28 luglio 1936.
«Il Popolo di Brescia», 10 settembre 1936, La mostra delpittore Graziotti.
F. LATTES, Prelittoriali cultura ed arte, «Goliardia fascista», N.S., febbraio 1937. «La Nazione», Firenze, 6 marzo 1937.
«Il Telegrafo», 6 marzo 1937, Graziottiprelittoreper un manifesto. (Cfr) «Il Popolo di Brescia», 13 marzo 1937.
C.E. OPPO, Classifica dei littoriali, «Goliardia fascista», aprile 1937.  M. ACCASCINA, Valoriprimi, «Giornale di Sicilia», 10 aprile 1938. «La Nazione», 6 giugno 1938, I1Premio nazionale D. Trentacoste adA.  Graziotti. «Il Popolo di Brescia», 2 ottobre 1938, Pittura nella cappella di S. Antonio. «Il Popolo di Brescia», 17 gennaio 1939, Graziotti vincitore d'una Borsa di studio. «Le Arti», fase. 111, (1 939).
«Il Popolo di Brescia», 12 marzo 1939.
«Goliardia fascista», N.S., Firenze, marzo 1939.
«Il Popolo d'Italia», I ottobre 1939, Prima mostra Istituti di istruzione artistica.
«Novy Svet», Bratislava, 2 5 dicembre 194 1, Natività.
«Koyadpibio», Bratislava, 30 dicembre 194 1, Ill. varie.
«Il Popolo di Brescia», 28 luglio 1942, Graziotti vince una Borsa di studio per la Slovacchia. «Nov@ Svet», Prednáska, 29 maggio 1943, Graziotti.
K. REBLO, Un artista italiano a Bratislava, «Nov@ Svet», settembre 1943.
«SalezianskeZvesti», 9 ottobre 1943, Decorazioni al Santuario di Sastine.
«Slovák», 4 settembre 1943, Artista italiano a Sastine.
«Il Popolo di Brescia», I 0 luglio 1943, Un artista concittadino si afferma in Slovacchia. «Akademik», Bratislava, I I marzo 1944, III.
SKY, A. Graziotti medzi nami, «Akademik», N.U., primavera 1944. «Siovenska Pravda», I giugno 1944, Ritratto di N. Melnikov. «Akademik», Bratislava, 29 gennaio 1945, Ill. varie.
P. PICCOLO, A. Graziottipittore, «Alfabeto», Roma, 18 agosto 1946.
S. MARINI, Mostre d'arte, «Il Giornale della sera», Roma, 18 agosto 1946.
R.F.(anti), Seconda collettiva alla Conchiglia, «Gazzetta delle Arti», Roma, 26 agosto e I settembre 1946.
«Cas v obrazoch», Bratislava, gg. 14, 21, 28 settembre; 10, 17, 24 ottobre 1947, Ill. varie: «Giornale di Brescia», 23 dicembre 1947, Brescianopremiato all'Accademia diS.  Luca. «Gazzetta delle Arti», 1-15 febbraio 1948, A Graziotti ilpremio dell'Accademia diS.  Luca.
R. MELLI, «Mostra d'arte contemporanea», Roma, 7-14 aprile 1948.
L. SCHMEKEBIER, A. Graziotti, «Cieveland Skool of art», Ohio, gennaio 1949.
L. BRUNER, Instructor to paint murai, «Cleveland News», 8 gennaio 1949.
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C.B.(onardi). Graziotti.@tupi.vce gli americani. «Giornale di Brescia», 17 febbraio 1949.
B. MARINI, Artisti bresciani nella rassegna critica di I,- Sapori, «Giornale di Brescia», I marzo 1949.
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Ringrazio il prof.  Adriano Graziotti per avermi trasmesso la completa ed ancora inedita Bibliografia dalla quale ho potuto estrarre le Voci relative alla sua attività artistica.
 

GRAZIOTTI DANTE

Carpenedolo, 1919.
Autodidatta, dal 1945 partecipa a collettive in Brescia e provincia. Esordisce in personale a Iseo (1965) proseguendo poi la partecipazione a concorsi e rassegne provinciali e regionali. Nel 1967 allestisce la prima mostra personale in Brescia, presentato da un appassionato Giannetto Valzelli, recensito da Elvira Cassa Salvi, concordi nel rilevare nel suoi dipinti «una poesia sommessa che va ricercata in un piccolo sottobosco, come un cardo grigio-argento o come certe bacche rossigne nella ragnatela dei fili bruciati dal gelo; talaltra ha una delicatezza di primula o di miosotis, un profumo sottile come un soffio illanguidito dal ricordo». Nel successivo anno va ricordato il riconoscimento per l'operosità nell'arte, propostogli dall'Unione della Legion d'oro del Comitato italiano all'O.N.U. Amplia quindi l'arco delle partecipazioni in collettive a Piacenza, Arezzo, Bologna e infoltisce le mostre singole che, dal 1970 in poi allineano sue opere in provincia di Mantova, a Desenzano, a Venezia... suscitando l'interesse di noti titolari di rubriche d'arte quali Manlio Alzetta, nel «Gazzettino» (1972).  Paesaggista, attratto dalle nature morte, la sua pittura riporta alla mente il segno rapido di un De Pisis ma ancor più maestri francesi: da Bonnard a Vuillon. Paesaggi della sua terra, fiori, interni; quegli interni di soffitta ove le cose affastellare riescono a ricomporre un clima antico, rivisitato con affettuosa partecipazione.
 
BIBLIOGRAFIA
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«Giomale di Brescia», 26 aprile 1965, Protratta a Iseo la mostra Graziotti.
G. VALZELLI, La tre giorni di Montichiari, «Giomale di Brescia», 12 maggio 1965.
«Giornale di Brescia», 27 ottobre 1965, Premio Gussago.
G. VALZELLI, «Galleria La Loggetta», Brescia, 18-27 marzo 1967.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», 22 marzo 1967.
G.V., A Peschiera..., «Giomale di Brescia», 18 settembre 1969.
«Il Concorso sen.  E. Roselli», Visano, 16 settembre 1973.  Catalogo.
«Arte bresciana oggi», Sardini Ed., Bomato, (Contiene un cenno critico attribuito erroneamente a R. Lonati).
 

GRAZIOTTI NICOLO

Secolo XVIII.
Da Vestone, è definito maestro scultore; operoso agli inizi del Settecento, è autore del battistero della chiesa di Provaglio di Sotto eseguito in pietra di Teglie nel 1716.

GRECHIS DE GIRARDO

v. GIRARDO DA TREVIGLIO

 

GREPPI GIULIO

Brescia, 21 giugno 1906-11 maggio 1964.

Pittore, ma più noto come caricaturista.  IL infatti l'autore di quel Cenone dell'artista che per decenni e fino al 1963 è stato alle pareti del «Cantinone» di via Cavallotti, ritrovo di artisti, ed ora alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Ma altre opere umoristiche di Greppi hanno ravvivato locali pubblici: a Pian di Vaghezza, il refettorio degli operai della Metallurgica bresciana, villa Violetta a Gardone V.T., il «Fagiano d'oro», casa Ziliani a Sulzano, casa Pagani a Palazzolo, nonché il caffè Dante in Brescia, distrutto dal bombardamenti dell'ultima guerra.Accanto all'attività ricordata stanno tuttavia numerose opere di cavalletto: ritratti, paesaggi, nature morte.  Fra i primi val ricordare i lineamenti di Arturo Marpicati, di Canevari (v), lo stesso Autoritratto, per non dire di tanti altri volti di amici, conoscenti, di bimbi, colmi gli occhi di stupore e di giovanile serenità. La Valle Trompia ha ispirato il nostro pittore che dal 1930 ne ha ritratto le contrade, i cascinali, i fiumi: nelle asperità pietrose, come in quel ruscello su cui rocce costruite con succoso impasto raggiungono rara plasticità, mentre brivido di sorgiva è racchiuso nelle limpide acque; nel torrente Brozzo, scivoloso fra il candor di neve appena caduta o in quel laghetto montano in controluce, o nella soffice Nevicata esposta alla Permanente milanese nel 1933. Le nature morte sono suggerite da cacciagione, frutti, pesci, vetri casalinghi.  Brani pittorici apprezzabili per il tratto scandito, per la vivezza.  Solo negli ultimi anni Greppi s'è rivolto esclusivamente ai fiori immersi in debole, effusa luce, come debole ormai il corpo per lungo malanno.  Né va dimenticata l'attività grafica per giornali: «Carta, penna e calamaio», «La Voce del popolo».  L'opera sacra resta in chiese a Muratello di Nave, Monteclana, Casei Gerola.  Greppi riscosse apprezzamenti fin dal tempo degli studi ai corsi di nudo, con l'incoraggiamento nel concorso Brozzoni, seguiti da altri in occasione di personali e collettive ricordate dalla nota seguente.
 
BIBLIOGRAFIA
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«VI Mostra sindacato prov.  B.A.», Brescia, maggio 1942.
E. PASINI, VI mostra sindacale d'arte, «L'Italia», 16 maggio 1942.
E. PASINI, La mostra degli Indipendenti, «L'Italia», 10-24 novembre 1946.
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G. VALZELLI, I Profeti e la turba.... «Bruttanome», Vol. 1(1 962), pp. 68, 7 1.
M. P.(ezzi), Il Cantinone cenacolo di artisti ridotto a deposito, «Giomale di Brescia», 27 novembre 1963.
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A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1972).

GRISIANI NICOLA

 Secolo XVII.

È autore di alcune pale in chiese di Valcamonica che lo dicono operoso fin verso la
fine del 1600.Di recente riconosciutegli sono: a Stradolina, nella chiesa di S. Giacomo il Cristo in gloria fra i SS.  Gregorio e Antonio abate; a Vico, nella chiesa di S. Fedele, La Madonna fra i SS.  Fedele, Rocco e Apollonio; a Villa d'Allegno, nell'Oratorio, la Madonna del Rosario.  Firmata: Nicola Grisani Salodi f., indica l'origine del pittore.
 
BIBLIOGRAFIA
«Storia di Brescia», Vol. III.

 

  1. GROPPELLI MARIO
  2. GUADAGNINI ANTONIO
  3. GUAINERI ERCOLE
  4. GUAL

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