Dizionario dei Pittori Bresciani
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GIRARDI M

fra i pittori che presentarono opere in occasione della Esposizione bresciana le] 1904.
Non risultano dati anagrafici negli atti municipali bresciani.

GIRARDO DA TREVIGLIO

 Secolo XV.

Appartenente alla famiglia Grechis, che ha dato altri pittori, nasce Girardo da Tre\ iglio da un Spineto de Grechis e nel 1430 fa testimonianza in un atto di compravendita steso nella casa del nobile Comincino Federici, in Angolo.Con altri del suo casato, operosi nel 1430-1470 in Valcamonica, ed abitanti a Ceni~ mo, potrebbe essere fra gli autori del cicli di affreschi a Erbanno, a Berzo, a Montecchio e a Angolo.  Contrariamente a quanto asserito da M.L. Ferrari nel suo «G.  Pietro Da Cemmo», Girardo da Treviglio non morì nel 1457, bensì fra il 1466 e il 1467, come dimostra la «Storia di Brescia», Vol. 11, p. 916, n. 2, che dà inoltre alcune indicazioni bibliografiche.

 

GIRELLI ANTONIO

 Barghe, 1811 - 31 gennaio 1881.
La "Enciclopedia bresciana" di Antonio Fappani lo dice figlio di Giuseppe e, come il padre, marengone e intagliatore.
Il2 febbraio 1852la fabbriceria di Provaglio d'Iseo (di Sotto) gli affida la costruzione di "un confessionario e una calisiera" convenendo il prezzo in 350 lire austriache. Il confessionale appare buona copia di quello preesistente ed eseguito dai Bonomi nel Settecento. Suoi pure gli arredi (armadi e banchi) della chiesa di Barghe.

GIRELLI GIUSEPPE

.v. GIRELLI ANTONIO.

Barghe, 1912.

Da Ugo Vaglia («Dizionarìo degli artisti e artigiani di Valle Sabbia», 1948), apprendiamo che Giuseppe Girelli studiò nel Seminario vescovile di Brescia.  Trasferitosi a Gazzane (Preseglie) nel 1944, si è dedicato alla pittura con giovanile entusiasmo, di chi sa apprezzare l'arte come mezzo di elevazione. Motivi della sua pittura sono le nature morte, i ritratti di bimbi, i panorami, fra i quali è ricordato Corna di Lavenone. A Gazzane ha affrescato sulla cappella del Morti l'Arcangelo Gabriele, alta tre metri.  Nella composizione ha imitato un dipinto di G. Reni, ma mentre questi lo rappresenta nell'atto di colpire il drago, Girelli lo ha voluto con le mani tese in segno di protezione per i compaesani. Non si ha notizia di mostre allestite da Giuseppe Girelli

GIRELLI UMBERTO

Brescia, 26 gennaio 1903-23 novembre 1979.

Giuseppe e di Clella Galizzi, appartiene a quella schiera di pittori che al sogno ,ll'arte hanno dovuto anteporre attività necessaria a soccorrere almeno le necessità contingenti aggravate dal sopravvenire del conflitti mondiali. Sposata nel 1927 la signorina Giulia Sancassani, Umberto Girelli svolge dunque l'attività di decoratore o, meglio, di calligrafo delle ditte e delle insegne di negozi.  L'affermazione pittorica, limitata all'ambito locale, giunge nell'età avanzata quando la «Galleria Alberti» gli allestisce una mostra personale (1 96 1). t l'avvio a più intensa attività pittorica ed è questa attività a farlo alfine apprezzare da ampia cerchia di appassionati nel susseguirsi delle apparizioni in seno alla A.A.B. negli anni 1962. 63, 64, 66, 68. Pittore di paesaggio, i.suoi quadri sono una «commovente confessione di chi cerca la pace nella tranquillità delle corne dell'alta Valle Camonica, nei casolari di campagna, lungo il greto di torrenti».  Paesaggi deserti, silenziosi, tristi. La serie delle torbiere raccoglie i suoi più noti lavori, capaci di «finezze e di armonie segrete, quando capita il trascolorare di ore e di stagioni predilette... così come nel fiori e nelle nature morte in cui s'avverte il vibrare di una musica sommessa e lieve». Negli ultimi lustri dell'esistenza Girelli si è fatto apprezzare anche per la dedizione alla Associazione artisti bresciani della quale era diventato il «custode tutto fare», dal messo all'assistente durante le ore di lezione della Scuola serale. Alla decadenza fisica s'unisce una trasandatezza del vestire, mortificante il pur signori le portamento, fino al giorno del ricovero in Casa di Dio dove Umberto Girelli si è spento.
 
BIBLIOGRAFIA
0. DI PRATA, «Galleria Alberti», Brescia, 7- 19 gennaio 1961.
L. FAVERO, Alla Alberti U Girelli, «La Voce del popolo», 14 gennaio 196 1.
A. RAMPINELLI, «Galleria A.A.B.», Brescia, 12-26 maggio 1962.  ELLE, Le torbiere di Girelli, «L'Italia», 18 maggio 1962.
L. FAVERO, U Girelli, «La Voce del popolo», 26 maggio 1962.  E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», 21 marzo 1963. «Galleria A.A.ß.», Brescia, 28 dicembre 1963-9 gennaio 1964.  E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giomale di Brescia», 4 gennaio 1964. «L'Italia», 4 gennaio 1964, Le Mostre.
JO COLLARCHO, Galleria d'arte, «Biesse», a. IV, n. 33, gennaio 1964.
«Galleria A.A.B.», Brescia, 22 gennaio-3 febbraio 1966.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giomale di Brescia», 30 gennaio 1966.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giomale di Brescia», 10 marzo 1966.
E.C.S.(alvi),O aggioaiMaestridelpassato,«GiomalediBrescia»,3gennaioi967.
A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1972).

GIROLAMO DA SANPELLEGRINO

Secolo XVI.  

Secolo XVI.
Dalla "Enciclopedia bresciana" apprendiamo che la tradizione lo vuole associato con il Lamberti nel proseguimento dei lavori nel santuario di S. Maria dei Miracoli negli anni 1521 - 1523.

GIROLAMO DA SERLE

Secoli XV - XVI. 

Secoli XV - XVI.
Dalla "Enciclopedia bresciana" apprendiamo che fu figlio di Giuliano, intagliatore operoso in città fra gli anni 1495 e 1524.
Il 16 marzo 1502 firmava un contratto di società con Francesco Giolfino, di Verona, e con lo stesso ancora il 25 aprile si impegnava a realizzare un'ancona da porre nella chiesa di Borno.
Il suo nome compare successivamente in atti notarili degli anni 1514, 1519, 1522 e 1530.
 

GIROLEM DE CALVAZES

Secolo XVI.
Gaetano Panazza individua la sua firma e l'anno di realizzazione (1522) nella pila dell'acquasantiera della chiesa di S. Pietro a Polpenazze.
Più che scultore, Gerolem de Calvazes é da considerare semplice lapicida.

GIUBBINI GUIDO

Brescia, 6 giugno 1941.

Allievo del noto collegio Borromeo, a soli ventidue anni si laurea in Lettere all'Università pavese, specializzandosi altresì in Storia dell'arte a Milano.Se questa è la formazione sua culturale, che gli ha consentito di entrare nella Direzione di B.A. del Comune di Genova, di tenere cattedra all'Università e di legare il proprio nome a numerose pubblicazioni, a cataloghi di importanti mostre di pittura antica e contemporanea, la giovanissima età in cui Giubbini si è affermato pittore lo dice non soltanto autodidatta, ma lo indica come ragazzo prodigio.A soli otto anni, nel 1949 si evidenze alla«lamostra nazionale del fanciullo artista», nel successivo anno, con il disegno Le comari vanno al mercato partecipa a mostra milanese e muove la attenzione di vari giomali; nel 195 1, per invito, partecipa alla «Vlla Mostra nazionale della caricatura», in Trieste, e si aggiudica il I' Premio assoluto alla Mostra del disegno infantile della nostra città. Esordisce in personale a Brescia (1951); altre personali ordina a Bergamo (1951 e 1955), a Milano (1952). A poco più di dieci anni ha così superato traguardi per lo più negati a pittori adulti ed ha mosso l'attenzione di critici come il bresciano e indimenticabile Lorenzo Favero, Raffaele De Grada, che ne parla nella ben nota rubrica «Arti plastiche e figurative», Leonardo Borgese. Ma altra, se pur consonante al primi esiti, doveva essere la strada percorsa da Guido Glubbini che, con la laurea, affronta severi studi sull'arte pittorica, con particolare predilezione per la tecnica incisoria.Solo al giovane pittore, tuttavia, si vuole qui dedicare brevissima nota. Pastellista, nelle poche opere vedute: caricature, nature morte, paesaggi, rivela precoce maturità.  Le sue figure di donne, di uomini, dal timbro caricaturale, dal tratto essenziale e mobilissimo, dicono dello «spirito caustico di un precoce rivoluzionarìo».  Lo stesso tratto sintetico e costruttivo caratterizza le nature morte, dedicate prevalentemente a volatili, nelle quali la preziosità tonale è pari alla compostezza dell'impianto. I paesaggi, dal delicatissimi verdi, dai grigi effusi, sembrano dire la predilezione per i maggiori Impressionisti, per alcuni Macchiaioli: sia per la scelta del motivi ritratti, sia per il trasparente cromatismo. Ma la giovane età in cui Giubbini ha realizzato questi dipinti parrebbe escludere ascendenze, per dare soltanto alle innate doti il senso pittorico, la inconsueta vivezza di certi muri calcinati o la arabescata chioma degli alberi colti di contro a cieli grevi, ma tersi, di sommessi, preziosissimi grigio azzurri.
 
BIBLIOGRAFIA
B. I., Guido ed Eligio... non sonofratelli, Riv. «Arici», s.d. (1947).
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«Giomale di Brescia», 15 luglio 1950, Un premio e una lode ai ragazzi artisti.
«Il Popolo», 16 luglio 1950, Risultati della Il Mostra di disegno infantile.
V., Espongono sogni alla Loggetta i pittori dell'età più incantata, «Giornale di Brescia», 18 luglio 1950.
«Giornale di Brescia», 8 gennaio 195 1, Sogni e.fate.
«Il Popolo», 9 gennaio 19 5 1, Piccoli artisti infesta.
«L'Italia», 9 gennaio 195 1, Ventifanciullifan parlare di sé.
EFFE, Gioca a dipingere, «Giornale di Brescia», 12 febbraio 195 1.
F. SALVOTTI, Un pittore di nove anni alla Loggetta, «L'Italia», 20 febbraio 195 1. «Giornale di Brescia», 22 febbraio 195 1, Discussioni.
L. FAVERO, Giubbini, pittore di nove anni, «Il Cittadino», 25 febbraio 1951. «La Voce del popolo», 2 marzo 195 1.
«L'Eco di Bergamo», 3 marzo 195 1, Oggi si apre la mostra di un artista di nove anni.
«Giornale del popolo», 3 marzo 195 1, Un piccolo artista alla Galleria Centro.
E. BERSANI, Stupefatti occhi davanti ai pastelli di un bimbo, «Giomale del popolo», 5 marzo 1951.
TISPI, G. Giubbini, un bimbo che fa gli sberleffi al mondo dei grandi, «L'Eco di Berga-mo», 6 marzo 19 51.
«L'Italia», 8 marzo 195 1, A Bergamo successo di Giubbini.
«Giornale del popolo», 12 marzo 195 1, Vivo successo deipastelli di Giubbini.
«Milano-sera», 12-13 marzo 195 1, Guido, enfant-prodige.
«L'Eco di Bergamo», 20 marzo 195 1, Un pittore di nove anni ha successo a Bergamo.
AEQUUS, Dal Brennero all'Etna colorate fantasie difanciulli, «Giornale di Brescia», 23 aprile 1951.
,«La Voce del popolo», 28 aprile 195 1, Cint7uecento piccoli artisti di tutta Italia.
A. CIBALDI, Stupore di ragazzi e vetrina delle qualità, «Giomale di Brescia», 5 maggio 195 1. «Giornale di Brescia», 7 maggio 195 1, Giubbini primo assoluto alla mostra dell'Enal.
«Giornale di Brescia», 12 maggio 195 1, Discussioni. «Giomale di Brescia», 20 maggio 19 5 1, Discepolo e maestro.
F. SALVOTTI, Riepilogo dell'ultimo atto sulla mostra del disegno infantile, «L'Italia», 25 maggio 1951.
A. PENSOTTI, «Galleria Cairola», Milano, 7-18 febbraio 1952.
«L'Italia», 7 febbraio 1952, Una personale a Milano di G. Giubbini.
COST.(antini), Realismo e istinto, «Corriere lombardo», 13-14 febbraio 1952.  L.B.(orgese), Mostre d'arte, «Corriere della sera», 14 febbraio 1952.
M.D.M., Giubbini, «L'Unità», 15 febbraio 1952.
C.B., Mostre, «Il Popolo», 16 febbraio 1952.
F. PETRICCIONE, «Il Giornale», Napoli, 16 febbraio 1952.
«La Voce del popolo», 17 febbraio 1952, Giubbini ha esposto a Milano.  F. SALVOTTI, G. Giubbini, «L'Italia», 17 febbraio 19 52.
«Giornale di Brescia», 24 febbraio 1952, Giz4bbini en.fant prodige.
A.L., Noi, la manica larga... e Giubbini, «k'ltalia», 29 febbraio 1952.
V., Giubbini, il.fanciullo pittore, «Il dovere», Bellinzona, 20 marzo 1952.
«Il lavoro illustrato», Roma, a. 111, n. 4, apri le 1952, Adesso vuole i pennelli.  D. TAMAGNINI, Giubbini e i pesciolini rossi, «La sveglia» , n. 6, aprile 1952.
«Galleria della Torre», Bergamo, 19 marzo-1 aprile 1955.  T.S., Note d'arte, «L'Eco di Bergamo», 22 marzo 19 5 5. «La Notte», 22-23 marzo 1955, Un giorno in Lombardia. «L'Italia», 26 marzo 1955, G. Giubbini.
G. VALZELLI, I Profeti e la turba.., «Bruttanome», Vol. 1, (1 962).
 

GIUGNI

Secolo XVIII.

Ha decorato il soffitto del Ridotto del Teatro Grande, inaugurato nel 1772, in collaborazione con il Battaglioli, al quale si rinvia anche per la documentazione.

  1. GIUGNO FRANCESCO
  2. GIULIANO DI JACOPINO e GIULIANO DI GIOVANNI DA BRESCIA
  3. GIULIO DA BRESCIA
  4. GIUPPONI ERNESTO

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