Dizionario dei Pittori Bresciani
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ITALIANI FAUSTINO

Secolo XVII.

Forse fratello di Giovanni Antonio (v.) è pressoché sconosciuto nel Bresciano.  La sua attività è rintracciabile nel Trentino dove operò unicamente a Giovanni e al Parivinio. Verso il 1670 disegnò una veduta di Riva del Garda incisa poi da Giacomo Bufono e inserita nella pubblicazione «Trento con il Sacro Concilio ed altri notabili», del 1673. Per Faustino Italiani può considerarsi valida la documentazione allegata alla Voce di Italiani Giovanni Antonio.

ITALIANI GIOVANNI ANTONIO

Secolo XVII.

«Brixiensis», come si firma, e forse fratello di Faustino (v.) è pressoché sconosciuto nel Bresciano.  La sua attività si svolse prevalentemente nel Trentino, unicamente a  quella di Faustino e del Panvinio. Nel 1672, per la chiesa di S. Zenone a Cologna (Tenno) compone una pala in cui sono raffigurati S. Antonio, il Bambino e il ritratto del committente.  Nel 1675 dipinge e firma le Storie del Beato Pietro da Pisa nel convento all'Inviolata in Riva; altra sua pala d'altare distrutta da incendio nel 1922 e datata 1665 era nella pieve di S. Apollonia.
 
BIBLIOGRAFIA
S. WEBER, «Artisti trentini e artisti che operarono nel Trentino», Trento, 1933. «La Vai Trompia», a. VII, 1930.
G. PANAZZA, Le manifestazioni artistiche della sponda bresciana..., «Il lago di Garda», Ateneo di Salò, 1969, p. 250.
B. PASSAMANI, Fatti e momenti artistici del Sommolago, «Il lago di Garda», Ateneo di Salò, 1969. p. 307.  Dello stesso vedasi «Storia di Brescia».  Voi.  Ili.

JACOBINI ARICHUS

v.ARICUS JACOBINO

JACOBINO DA MILANO

Secolo XV.

Ricordato in atti degli anni 1430, 1434, 1438, 1442: è particolarmente elogiato per la sua probità e per l'abilità nell'arte del dipingere.  Di lui tuttavia non si hanno opere.  Le uniche notizie ritrovate stanno in «Storia di Brescia».Se ben interpreto la voce: Enrico da Milano in «Enciclopedia bresciana» (v.), Jacobino dovrebbe esseme il padre.

JACOPO FILIPPO DA BRESCIA

Secolo XV.

Si ritiene abbia firmato nel 1458 il portale che un tempo era nel lato settentrionale del Duomo di Salò ed oggi nella chiesa dei cappuccini a Barbarano.

Ad arco acuto, con fregi di girali stilizzati, pur nelle linee lombarde il portale presenta elementi goticheggianti.

Alcuni studiosi identificano Jacopo Filippo da Brescia con Jacopo Filippo Conforti alla cui voce si rinvia.

V'è da notare che la data incisa del portale attribiuito a Jacopo Filippo da tal uni é letta: 1456.

JHONNY

v. Zambelli Gianluigi

JOHANNES q. GIRARDI de TINCTORIBUS

 Secolo XIV.

Definito pictor in una pergamena del 1388, di lui non si hanno altre notizie, nè si conoscono opere.
BIBLIOGRAFIA
P. DA PONTE, «Esposizione della pittura bresciana», Brescia, 1878.
C. COCCHETTI, «Del movimento intellettuale ... », Voi. 1.
«Storia di Brescia», Vol. 1.

JOLI DOMENICO

Secolo XVIII.

Secondo Stefano Fenaroli («Dizionario», p. 159) dal quale traiamo le scarse notizie, Domenico Joli nel 1702 operava nella chiesuola del convento dei Padri Riformati dedicata a S. Paolo, nella omonima isola del lago d'Iseo. Il giudizio dello storico circa il valore del dipinto è alquanto negativo.

JOLI FAUSTINO

 Brescia, 1814 - 22 settembre 1876.

Figlio di Girolamo (v.) pur esso pittore, è stato allievo di Giovanni Renica..Apprezzato paesaggista, nei suoi dipinti inseriva animali (dai cani ai cavalli a intere mandrie al pascolo) ispirandosi agli aspetti della provincia bresciana.  E gli animali prediletti ritrasse in primo piano in numerose tele dal tocco rapido e preciso, vivacizzante. I suoi cavalli, ripetutamente studiati anche in numerosi disegni, tutti da conoscere, raggiungono classica eleganza, mentre nelle scene di vita campestre i buoi, premuti dalla fatica, hanno con l'uomo che li pungola, inciso il segno della quotidiana, rude vicenda. Più noti sono i dipinti dedicati dallo Joli a episodi guerreschi, riprodotti sia in pagine di storia, sia in cartoline evocative.Battaglie a Pastrengo, S. Martino e Solferino, Peschiera... popolate da soldati in variopinte uniformi; particolare interesse tuttavia suscitano per la nostra città gli episodi dei saccheggi a Torrelunga, i massacri dopo le Dieci Giornate, i combattimenti in piazza dell'Albera, la barricata a S. Barnaba, o l'albergo Pergola o le Carceri di piazza Vecchia: testimonianze veritiere e partecipi del nostro Risorgimento o aspetti d'epopea bresciana.  Numerose delle tele ricordate sono presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, unicamente a paesaggi della Valle Trompia e dei laghi d'Iseo e di Garda. Un album di disegni del 1848-1849 è custodito dalla Biblioteca Queriniana; ma non poche famiglie bresciane posseggono dipinti o disegni dello Joli.  Oltre che fecondo pittore fu maestro a numerosi pittori nostri e membro del patrio Ateneo.
 
 
BIBLIOGRAFIA
G. ZANARDELLI, «Lettere sulla esposizione bresciana», Ed.  Valentini, 1857.
«Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1858-186 1.
DYDINO, A zonzo per le sale della Esposizione, «La Sentinella Bresciana», 25 agosto 1875. «La Sentinella bresciana», 23, 24 settembre 1876, Necrologio.
G. GALLIA, F. Joli, Necrologio, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1877.
P. DA PONTE, «Esposizione della pittura bresciana», 1878.
S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887.
V. BIGNAMI, «Pittura lombarda del XIX secolo», 1900.
THIEME BECKER, Voi.  XIX, (1 926).
COMUNE DI BRESCIA, «Mostra della pittura bresciana dell'Ottocento», 1934.  Catalogo.
E. SOMARE, La mostra della pittura bresciana dell'Ottocento, «Brescia», a. VI, aprile 1934.
G. NICODEMI, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1935, p. 250.
V. LONATI, Arte di ieri e arte di oggi, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1954.
G. PANAZZA, «I civici Musei e la Pinacoteca di Brescia», 1958.
G. PANAZZA, «La Pinacoteca Tosio Martinengo», Ed.  Alfieri e Iaeroix, Milano, 1959.
G.C. PIOVANELLI, Il Pittore G. Renica e il suo viaggio in Oriente, «Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1963.
«Storia di Brescia», Vol.  IV.
G. PANAZZA, «La Pinacoteca e i Musei di Brescia», Ist.  Ital. d'arti grafiche, Bergamo, 1969.  A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», tutte le edizioni.
 

 

JOLI GIROLAMO.

Brescia, 2 luglio 1780 - 2 agosto 1855.

Figlio di Giancarlo, che il Fenaroli dice pittore e suo primo maestro, Girolamo Joli manifesta fin da giovanotto attitudine all'arte e i suoi frutti allinea anche in occasione di esposizioni dell'Ateneo.Paesaggista, si appassiona poi alla numismatica e alla archeologia acquisendo in queste discipline notevole competenza.  Quest'ultima passione lo rende animatore della iniziativa che dette vita al nostro Museo che, al ritrovamento della Vittoria alata, prende impulso.  In virtù della competenza e assiduità dimostrate, Girolamo Joli viene nominato «custode» del Museo stesso.Accanto a preziosi disegni di epigrafi romane, lascia disegni degli anni 1848-1849 raffiguranti episodi della epopea bresciana.
Assorbito dal compito affidatogli dalla municipalità, tralasciò l'arte pittorica della quale, pertanto, resta esigua traccia. t il padre di Faustino. (v).
 
BIBLIOGRAFIA
S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887.
THIEME BECKER, Vol.  XIX (1926).
E. BP-NILZIT, «Dictionnaire... des peintres», Paris, Vol.  IV. (1 96 1). «Storia di Brescia», Vol.  IV.
A . M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1 9 72).

 

  1. JORIO
  2. KEN DAMY
  3. LABUS GIOVANNI ANTONIO
  4. LAFFRANCHI RENATO

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