Dizionario dei Pittori Bresciani
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PENOCCHIO ADOLFO

 Ghedi, 9 agosto 1933.

Allievo di Emilio Pasini, ha quindi approfondito lo studio attraverso l'osservazione e la copia del maestri antichi. Nel 1950, a soli diciassette anni, si afferma nell'impegnativa rassegna «Pittori giovani», dando l'avvio a numerose partecipazioni a collettive di notevole livello.  Trascorso un periodo a Milano, in varie altre città, Penocchio torna a Ghedi, forse desideroso di ritrovarsi nel mondo ' dal quale predilige attingere linfa per i suoi quadri.  Ed il ritorno si rivela proficuo se, con il disegno, può affinare altre tecniche, dall'ollo all'acquarello, dalla tecnica mista all'incisione. Accanto al iitratti della Madre, dei suoi cari nascono così i paesaggi della campagna, con gli attrezzi del lavoro, dando vita ad opere dal timbro realista, d'una realtà - come è stato osservato - storico folcroristica, con la sua cultura di provincia. V'è in tutti i motivi realizzati da Penocchio la ricerca plastica, certo retaggio della consuetudine con i noti scultori Domenico Lusetti e Ciffrido Mondinelli.  E questo suo fare corposo ed accurato al tempo stesso lo si è potuto osservare
nella grande composizione esposta alla Galleria Bistro, dove il pittore ha raffigurato la vita, attraverso l'avanzare dell'età d'un uomo, di un contadino: se stesso. Se nell'opera ricordata v'è riassunto Penocchio paesaggista e autore di figura, v'è poi da considerare il pittore di nature morte, fatte di oggetti rustici, di frutti, di fiori ogni giorno sfiorati dallo sguardo e nei quali il segno sembra placarsi, cercare una finezza di esecuzione carezzevole, anche se ancora robustamente costruttivo. Illustratore della Editrice La Scuola per pubblicazioni destinate al giovani; per la Magalini editrice nella sezione narrativa e poesia, Penocchio ha nel contempo allestito numerose mostre personali, sia in Italia che fuori. Ci piace ricordare in particolare la vasta rassegna ordinata nella sala bresciana della Cavallerizza nel 1979.  Nascere, vivere, esistere ne era il tema ispiratore e dedicato e a beneficio dell'ANFFAS.  Opere che, accostate alle parole redatte dallo stesso pittore per il catalogo, tutto dicevano della sua partecipazione- alla altrui sofferenza, del suo disinteressato operare.  Prima che a Brescia, la mostra già era stata a Parma, ed è in procinto di raggiungere altre città. Ci pare altresì doveroso segnalare la mostra tenuta nel 1980 alla «Galleria Lo Spazio», in città, che preannunziava un rinnovamento della visione dell'artista.  Una sorpresa rinnovata pochi mesi dopo quando, nella stessa galleria, un complesso di opere grafiche ha posto Penocchio fra i più attuali e validi operatori, non soltanto bresciani. Autore di opere sacre, alfine, qui si può ricordare l'affresco nella chiesa di S. Giovanna Antida Thouret, alla Torricella, per la quale ha decorato la cappella del Santissimo.
 
BIBLIOGRAFIA
Sta in: AA.VV., «Adolfo Penocchio», Serie pittori e scultori del nostro tempo, Magalini ed., Brescia, 1974.
Si veda inoltre: «Il Regalo», Brescia, Invemo 1972-73, Tip.  Vestonese, 1972.
«Giornale di Brescia», 28 ottobre 1977, Il Vescoi,o consacra la chiesa della Torricella.
L. SPIAZZI, «Galleria Bistro», Brescia, 19 novembre - 9 dicembre 1977.
L. SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 26 novembre 1977.
«Panorama d'arte 1977», Magalini Ed., Brescia, 1977.
L. MAGUGLIANI, «Galleria La Cornice», Desenzano, 3-28 febbraio 1979. «Giornale di Brescia», 13 ottobre 1979, Una tela o#èrta alla parrocchia di Ghedi. «Giomale di Brescia», 2 novembre 1979, In sedi(-i pannelli i drammi dei bimbi.
A. PENOCCHIO, «Salone della Cavallerizza», Brescia, 11-26 dicembre 1979.
L. SPIAZZI, Arte in città «Bresciaoggi, 22 dicembre 1979.
«Adolfo Penocchio, pitture murali», Magalini Ed., Brescia, s.d. (1978-1979).
E. TROISI, «Galleria Lo Spazio», Brescia, 16-28 febbraio 1980.
L. SPIAZZI, Arte in (,ittà, «Bresciaoggi», 23 febbraio 1980.
N ota: Per la mostradi Grafica, allestita alla «Galleria Lo Spazio», Brescia, nel dicembre 1980-gennaio 1981, si indicano le recensioni di L. Spiazzi in «Bresciaoggi», dicembre 1980 e di E.C.S. (alvi) nel «Giornale di Brescia», 28 gennaio 1981.
 

PERANDA SANTE

Solo lo si ricorda per'essere stato maestro o per avere influenzato noti pittori bresciani, fra i quali Maffei e Zaniberti.  Pittore veneto, la sua continuità nella stanca tradizione inaridisce la vena creativa, come monotona e retorica rese la pittura dei suoi conterranei Maganza, Contarini ed altri.

PEREGO GIOVANNI

1776 - 1817.

Architetto e pittore scenico milanese, con un suo allievo ha realizzato le tele e gli scenari del Teatro Sociale di Desenzano.
 
BIBLIOGRAFIA
F. MICHELETTI, «Al Garda!», Brescia, 1903. «Storia di Brescia», Vol.  IV.

 

PERINI LUCIANO

Brescia, 27 settembre 1938.

La passione per l'arte ha sospinto Luciano Perini in varie esperienze che con la pittura hanno intrecci ben marcati.  Ed ecco il suo nome che finisce per legarsi, sia pure brevemente, con la Galleria Bistro dapprima, con la «Art.  Gallery» di Concesio poi. Come pittore inizia fin da ragazzo, ma è allo spegnersi degli anni Sessanta che intraprende l'adesione a manifestazioni varie e con lusinghieri consensi a Gussago, Collio, Lonato, Padenghe, Manerba, Monticelli Br-usati, estendendo poi le presenze anche fuori provincia: a Padova, Soncino, Foggia, Tivoli, Caravaggio, Milano, Ferrara... Mostre personali si ricordano invece a Brescia («Galleria Pallata»), a Roma («dalleria Gianicolo, 1974), Soncino («Galleria Rivellino»), Gardone Riviera («Galleria Porticciolo»), nel Castello di Tivoli (Roma) ed alla «Galleria Incontri» di Caravaggio (1975), per tornare a Brescia («Galleria S. Gaspare») nel 1976, anno in cui apre la propria sede in Concesio, dove espone in permanenza ed ospita mostre di pittori amici. Noti critici si sono interessati all'attività di Perini, primo fra tutti Luigi Servolini che disse di una pittura icastica ma densa di attonita poesia.  Gli stessi spessori dei grumi colorici s'intessono con percezioni istintive ed investono la rappresentazione della realtà circostante: figure, case, alberi, cieli, paesi risentono di umore vibrato di colore e lirismo.  E poi Nello Punzo, Cesare Beretta, Alberto Morucci, Luciano Spiazzi, Celestino Villanova...D. Volpi, in una delle ultime personali, sottolinea la deserittività del dipinti e dietro il trasparente velo di un linguaggio poetico rileva l'animo sensibile e volitivo dell'autore. Varie le forme di espressione: chine, pastello, olio, a ricomporre vari motivi poi trasposti in più ampie superfici, fino al ritratto in cui si coniugano vari
sentimenti: tristezza di giovanili sguardi, soavità materne, ma anche l'agitata stretta della madre al figlioletto, soli nell'immensità d'un turbinoso cielo. Appassionato fotografo, Perini di questa tecnica si avvale per affinare le sue doti pittoriche.
 
BIBLIOGRAFIA
«Galleria Incontri», Caravaggio, ottobre 1975.
D. VOLPI, Arte «L'Eco di Bergamo», 14 ottobre 1975.
«Galleria S. Gaspare», Brescia, 3-15 gennaio 1976. (Testo di D. Volpi).

PERNICI FAUSTINO

Brescia, 1809 - dicembre 1840.

Allievo dell'Accademia milanese, al suo ritorno in città, in occasione dell'Esposizione ordinata dall'Ateneo nel 1831, presentò apprezzati paesaggi.  Il riconoscimento lo stimolò a proseguire nella pittura, riscuotendo nuovi elogi nel 1833, anno in cui nei «Commentari dell'Ateneo» resta testimonianza del livello qualitativo raggiunto.  Paolo Tosio e Camillo Brozzoni gli commissionarono dipinti destinati poi alla Pinacoteca nostra, che tuttora custodisce Veduta della Maddalena, La Loggia, Castello di Trento, Interno del Duomo di Milano, Case, Alle porte di Brescia, opera' nelle quali si evidenziano le qualità del paesaggista e del prospettico.  Alcuni del motivi su ricordati figurarono nella nota Mostra della pittura bresciana dell'Ottocento (1934). Faustino Pernici morì giovanissimo, a poco più di trent'anni.
 
BIBLIOGRAFIA
«Commentari dell'Ateneo», Brescia, 1833.
S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887.
COMUNE DI BRESCIA, «Mostra della Pittura bresciana dell'Ottocento», Brescia, 1934, Catalogo.
G. NICODEMI, La pittura bresciana dell'Ottocento, «Emporium», Voi. 80 (1934).
L. VECCHI, «Brescia», monografia per gli a. 1941 - 1942.
G. PANAZZA, «La Pinacoteca Tosio Martinengo», Ed.  Alfieri e Lacroix, Milano, 1959.
«Storia di Brescia», Vol.  IV.
A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», tutte le Edizioni.

PEROTTI FIRMO

 Concesio, 20 marzo 1943.

Frequentati i corsi dell'Associazione artisti bresciani, avendo la guida di Gabriele Salcri e di Gallizioli, avvicinato anche lo studio di Gianni Parziale, Fin-no Perotti ha intrapreso la via delle partecipazioni a mostre che lo ha portato ad esporre, oltre che in città, a Venezia, Firenze, Roma. La sua pittura ci è nota per la mostra personale allestita nelle sale della A.A.B. dal 19 al 31 gennaio 1974. Achille Rizzi, nella presentazione in catalogo, dice Perotti penetrante osservatore del paesaggio, prevalentemente delle vicine valli; ma anche di Spagna, dove il pittore sembra aver guardato motivi consonanti con quelli consueti e mille volte ritratti: degradare di colli, prati «tagliati» da esili e spogli alberi, rustiche case contomate da soffice neve... «Pittura dagli impasti presto risolti, dalle stesure vibrate nervosamente come per qualcosa che urge... una pesante impressione d'una macerazione creativa anche quando l'oggetto ed il clima riproposti sono invece qualcosa di più di una impressione rapida, di un pensiero gettato subito fuori non appena frullato in capo, di un motivo estemporaneo zufolato appena nato nell'intenzione». Né mancano nella produzione di Perotti i fiori, ciclamini in particolare: hanno la stessa grafia greve del paesaggio che li ha veduti nascere, e di quel paesaggio la calma, e pur fonda, atmosfera d'attomo.

PERRINI AGOSTINO

Sale Marasino, 2 novembre 1955.

Brescia e Venezia. Ha frequentato il Liceo artistico «V.  Foppa», in città, e l'Accademia di B. A. a Venezia, allievo del prof.  Edmondo Bacci. Fin dagli anni accademici intraprende la partecipazione a mostre collettive, dapprima in Brescia e provincia, estendendo poi la presenza a manifestazioni in varie città: Vertova (Bg), Novara, Belluno (1974); Thiene (1977); Malo (Vi) e Milano (1980); ma in particolare a Venezia, negli anni 1976, 77, 78, 80, nella sede della Fondazione Opera Bevilacqua La Masa. Alcune delle citate mostre, meglio verificabili nella nota bibliografica, per la selezione operata, già assumono carattere individuale, ma soltanto nel 1977, a Vicenza, Perrini ordina la sua prima personale. Se la Resistenza è tema prevalente delle prime opere esposte, se in città, dietro l'esempio di Christo, noto per aver impacchettato e legato edifici e monumenti, anche il giovane Perrini è fra gli artefici dell'involucro eretto attorno al monumento a Moretto (1973), l'accostamento al neo dadaismo e l'esperienza informale sembrano tappe agevolmente superate. Per brevemente illustrare gli esiti della attuale ricerca ci par utile fare riferimento ad alcuni giovani, anche bresciani, la cui attività ci appare insen'blle nel «filone» dell'avanguardia concettuale mirante a tradurre la visione naturalistica in visione pittorica, con l'evidente ed edificante intento di una riacquisizione, sia pur variamente motivata, del circostante. Lo «scavo» perseguito da Perrini penetra invece nell'animo dell'uomo, vuol risalire alla genesi degli oggetti per identificarne, oltre la parvenza amblvalente o ambigua, l'intima e vera natura. Per ciò fare, ecco l'alterazione, anche macroscopica, e la scomposizione delle immagini e delle cose; la conseguente loro ricomposizione o ricollocazione atte a rivelasse la vera essenza.
 
BIBLIOGRAFIA
«Galleria 0. Rosai», Loiìato, 2-13 giugno 1971.  Catalogo collettiva. «Giornale di Brescia», 6 giugno 1971, Gli studenti premiati alla mostra grqfica sulla Resisten a. «Centro giovanile - Gruppo culturale», Cazzago S. Martino, 23-24 ottobre 1971. (cfr) «Giornale di Brescia», 27 ottobre 1971.
E. PETRINI, G.V. (alzelli), «Giomale di Brescia», 25 aprile 1972, p. 3. Ieri oggi e domani; I ragazzi ed i genitori.
«L'Unità», 25 aprile 1972, .-,Illa iìio@t@-a @iill(i ,,(',ioi-n@ile di Brescia», 31 t,-cTin:ìix, Il)",, I!
Si veda s.i. dei giorni precedenti.  Impa(@(-hettato (@on iin telo il Monzim@,nto a Moretto,
M. CORRADINI, P. TINELLI, «Galleria A.A,B.», Brescia, 17-30 marzo 1973, Giovani grqflci bresciani.
«Il Giorno», 25 aprile 1973, Mostra grafi(-a di studenti sulla Resistenza.
G. VALZELLI, Con i giovani contro i.láscismo, «Giornale di Brescia», 25 aprile 1973. «Giornale di Brescia», 2 giugno 1973, A una pittrice il Premio S. Agata.
«Giornale di Brescia», 29 giugno 1973, Primo premio Con(-esio.
L. PASINI, «Studio G.», Villanuova, 6-24 aprile 1974.  Catalogo collettiva.
COMUNE DI VERTOVA, «Arte oggi», 20-28 aprile 1974.  Catalogo.
«Galleria A.A.B.», Brescia, 11-24 maggio 1974.  Mostra sulla Resistenza.
L. SPIAZZI, L'istinto della vita nei colori di Villanuova, «Bresciaoggi», s.d., giugno 1974. «Giornale di Brescia», s.d. App ntamento con arte e poesia (a Concesio, giugno 1974) COMUNE DI VENEZIA, «Mostra collettiva Opera Bevilacqua La Masa», Venezia, 24 aprile - 31 maggio 1976.  Catalogo.
COMUNE DI VENEZIA, «Opera Bevilacqua La Masa», Venezia, 10-21 febbraio 1977.  Catalogo.
«Casa del Palladio - Incontro», Vicenza, 22 marzo - I aprile 1977.  Catalogo mostra personale.  COMUNE DI VENEZIA, «Opera Bevilacqua La Masa», Venezia, Omaggio a D. Valeri, maggio-giugno 1977.
COMUNE DI VENEZIA, «Opera Bevilacqua La Masa», Venezia, dicembre 1978 - gennaio 1979.
«Galleria A.A.B.», Brescia, 3-15 marzo 1979 Ovvero, di come alcuni artisti operano in Brescia.  COMUNE DI VENEZIA, «Opera Bevilacqua La Masa», dicembre 1979 - gennaio 1980. «Museo laboratorio Casabianca», Malo (Vi) 31 maggio 1980.  Collettiva.
«Galleria Vidicon», Milano, 6-18 novembre 1980.  Lo spazio sot-tratto.

PERRY BIANCHINI

Darfo Boario 29 giugno 1943

Vedi BIANCHINI PIETRO

PESCATORI ANGELO

Brescia, 6 maggio 1940.

Figlio di Mario (v.) e fratello di Carlo (v.). Ha frequentato e completato i corsi presso l'Accademia Carrara di Bergamo. M'frutto della rigida preparazione: scolastica e derivata dalla collaborazione con il padre, ben si evidenze nella prima mostra personale allestita nelle sale della A.A.B. nel 1962. Le note critiche uscite in quella occasione, hanno posto in luce questa sua formazione, testimoniata «dal grandi studi per affresco».Ma al di là della perizia tecnica, nelle opere già s'avvertiva un «senso tragico e dolente della vita, con qualche venatura grottesca, che si richiama, in parte, alla suggestione di Ben Shahn».  Alle radici di questa visione, un inconsueto impegno morale che a distanza di anni Angelo Pescatori non ha smentito. Anche il distacco che con il trascorrere degli anni ha posto fra le apparizioni in pubblico ed il suo silenzioso operare, tanto che difficilmente le sue opere appaiono in gallerie, è frutto di precisa scelta. Alla estrema titrosia corrisponde tuttavia una applicazione esclusiva: sui ponti di chiese e di palazzi per i restauri di antichi dipinti, lo sguardo attento che non si arresta ' alla superficie della decorazione, ma ne penetra gli intendimenti.  Ne scaturisce la stessa tensione di quando, posto di fronte al cavalletto, cerca di esternare quanto il suo animo prova nell'interpretare la contemporaneltà.  Alla precisa iconografia del motivi raffigurati si accompagna il mosso segno chiaroscuro tracciato con empito espressionista. Indicativa La marcia della violenza, a dire quale sensibilità muova Angelo Pescatori; quale attenta partecipazione lo animi nella ricerca di un linguaggio che appartenga Alloggi e della contemporaneltà si faccia «testimonianza». Da questo giovane e per sua volontà poco noto pittore «è lecito attendersi grandi cose, perché pochi in Brescia hanno la capacità dì abbracciare come lui passato e presente, senza unilateralmente abbandonarsi all'uno o -all'altro».  Questa affermazione di Guido Stella esorti il pittore a perseverare nella severa attività: difficile strada da percorrere, tna sola, crediamo, fruttuosa.
Se breve è la nota delle adesioni a esposizioni, contrassegnata però da cenni critici favorevoli, assai nutrita invece quella relativa agli interventi decorativi e conservativi di Angelo Pescatori: a fianco del padre prima, da solo poi. Fra i tanti ci è possibile ricordare quelli nella chiesa di Castelfranco, ove è conservata opera del Fantoni, nei chiostri di S. Giuseppe in Brescia, nelle parrocchiali di Lavone, Zone. (Battesimo di Gesù), Flero, in S. Maria degli Angeli di Gardone V.T., nella dimora degli Avogadro a Ponte Zanano... Di Angelo Pescatori anche il dipinto dedicato a S. Antonio, nella chiesa di Cremignane e la collaborazione nella riproduzione del quattrocentesco dipinto B.V. delle Grazie, custodito nella omonima chiesa, donato al Papa Paolo VI in occasione di una udienza concessa a dipendenti dei SS.MM. nel 1964.
 
BIBLIOGRAFIA
«Premio di pittura Palazzolo», Palazzolo 1-15 novembre 1959.  Catalogo.
«La Famiglia Parrocchiale», Flero, n. 21, novembre 1960, Restauri della parrocchiale. «La Famiglia Parrocchiale», Zone, n. 23, dicembre 1960, Terminato il Battistero. «Galleria A.A.B.», Brescia, 27 ottobre - 8 novembre 1962.
E.C.S. (alvi), Le mostre, «Giornale di Brescia», 5 novembre 1962. «La Voce del popolo», 25 aprile 1964, Il Calvario del Fantoni nella chiesa di Castelfran(,o. «Giornale di Brescia», 28 maggio 1964, Una B. V. delle Gra ie offerta al Papa.  JO COLLARCHO, Galleria, «Biesse», a. IV, n. 391 luglio 1964.
E.C.S. (alvi), La caccia alla A.A.B., «Giornale di Brescia», 10 ottobre 1964.  G. VALZELLI, Nella mostra della caccia alla A..,I.B., «Il Cittadino», Il ottobre 1964. «Giornale di Brescia», 10 aprile 1965, Pittori all'opera. «Giomale di Brescia», 10 marzo 1967, S. Antonio parla ai pes(,i. «Giornale di Brescia», 10 aprile 1968, Medicano gli affìes(,hi del bel (-hiostro di S. Giuseppe. G.V., Pasqua a S. Giuseppe, «Giomale di Brescia», i 7 aprile 1971.
G.C. PIOVANELLI, L'antica poten a degli Avogadro, «Giornale di Brescia», 9 novembre 1971.
R. LONATI, Restaurata S. Maria degli Angeli, «Biesse», a. Xll, n. 127, giugno 1972.
AA.VV., «Disegno perché», Galleria A.A.B., Brescia, 28 aprile - 10 maggio 1973, Catalogo.
G. STELLA, A. Pescatori, «La Voce del popolo», 21 dicembre 1973.
A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1972).

 

PESCATORI CARLO

Brescia, 17 luglio 1932.

Figlio di Mario (v.) e fratello di Angelo.  Diplomato presso l'Accademia di Brera, insegna in scuole statali. Fin dalle prime apparizioni in pubblico, risalenti alla metà degli anni Cinquanta, nella pittura di Carlo Pescatori, originariamente rivolta all'astrattismo, ripreso però nell'intento di un aggiornamento più che espressione intima, s'avverte la ricerca di un linguaggio comunicativo capace di contenuti umani e sociali. La corrente milanese del «realismo esistenziale» pare in seguito offrirgli elementi confacenti allo scopo perseguito.
Ne sortono alfine motivi come Case di città, So (,a ione, che sembrano racchiudere, più di altri, la drammatica visione che il mondo contemporaneo propone al suo animo; dipinti che nel colori cupi, nelle forme attenuate sfiorano «neo espressionismo» dove l'esperienza astratta porta pur i suoi frutti, come è stato ben osservato.  Tappe di questo cammino sono, fra le altre, la serie delle televisioni (1961) p@r l'autore rappresentanti dell'odiema civiltà: simboli negativi, e annientanti, il trittico di Diamila (1962) dove maggiormente si esplicita la consapevolezza di solidarietà dovuta agli altri, verso tutti i tormenti quotidiani a cui siamo testimoni. Pittura, in quel periodo, densa, grumosa, rivelante le figure o le cose sul fondo tenebroso di asfalto: nella cupezza delle immagini a riflettere quasi la cupezza dell'esistere. L'approfondimento dei temi affrontati prosegue, pur notandosi nelle opere una evoluzione formale, quando «fugate le nebbie e le esitazioni, le immagini si stagliano su orizzonti nitidi con nervosa, mordente energia plastica ed espressiva... spazi invasi da fulgori acidi e solfurei, entro i quali, tra il fiammeggiare di una flora ostile, si svolge la duplice, lacerante tragedia che mina e sconvolge la vita di noi tutti... Da un lato l'urto, il duello mortifero tra la natura e la tecnica, dall'altro la sopraffazione dell'uomo sull'uomo, la violenza spietata sul deboli e sugli inermi». Nel trittico Una rosa per Hué si congiungono il pensiero, l'emozione, il giudizio e la condanna del pittore per quanto comporta la guerra vietnamita, ma altre opere di quel periodo come Uomo, Donna in cui esseri umani paiono assaliti da una «vegetazione carnivora», attestano non soltanto «situazioni abnormi di quella terra» lontana, ma assumono significato si esecrazione per tutto ciò e per tutti coloro che opprimono. In queste opere il colore s'è illimpidito, purificato, scandito entro disegno nitido, come «scaturito da uno spettro solare semplificato e nel contempo potenziato».  Ma la considerazione fondamentale: la violenza e la solitudine dell'uomo trova d'ora in avanti modo di esprimersi attraverso varie tematiche o «episodi» unitariamente condotti: come nelle spiagge esposte a Enschede, in Olanda, nel 1972, testimonianti il disastro ecologico incombente, che rende l'uomo, gli animali, tutto inanimati, su «fondali» d'una natura in cui l'operosità umana nemmeno più s'avverte. Mare, cielo, lo stesso essere umano ridotti a «monumenti» di una degradazione inarrestabile.  Ed anche il colore dei dipinti si fa livido, «il cielo assente» i relitti d'un mondo avvelenato divenuti motivo di altrettante nature morte, nelle quali si alternano anche i brani significativi di millenaria civiltà: bucrani, capitelli, statue celeberrime, elementi da dipinti di sommi artisti... fino alla oggettualità vitrea priva di qualsiasi vibrazione, di lieve alito vitale. Una allusione tragica al mondo di oggi attraverso la proposizione di eventi, capolavori che la formazione classica consente a Pescatori di «estrarre» dalle memorie dell'umanità.  Quasi per un raffronto. Accanto all'attività pittorica. v'è da ricordare la «inconsueta abilità e padronanza tecnica» di Pescatori acquafortista. Con questa tecnica ripercorre parallelo cammino a quello delle opere più note, fino agli ultimi «Ideali autoritratti» che, secondo Elvira Cassa Salvi, confessano ad un tempo il disagio e la fiducia dell'artista di oggi: e lo fa con una delicatezza di tocco ed una felicità di immagine che ha pochi riscontri nella sua produzione precedente. Si deve aggiungere che Carlo Pescatori, come il fratello Angelo, accanto al padre ha acqul'slto la tecnica del restauro, utile alla sua formazione, anche culturale.  Con le esposizioni documentate nelle allegate note, si devono almeno evidenziare le presenze singole di Pescatori nelle lontane gallerie di: Trento, Suzzara, Molfetta (1969), Roma e Milano (1970), Suzzara, Cesena (1971), Viadana, Enschede (1972), Neuchátel, Teramo (1973), La Spezia (1974), Bolzano (1975), Torino (1977), Trento (1980).
 
BIBLIOGRAFIA
«Giornale di Brescia», 24 agosto 1956, L'ottava rassegna orceana.
V. FAGGI, Al Premio Orzintiovi, «Giomale di Brescia», 31 agosto 1956. «L'Ora serena», ottobre 1957.
F. CALZAVACCA, «Galleria A.A.S.», Iseo, 1957.
«Premio Bollate», 10-17 novembre 1957, Catalogo.
«Premio Gesù lavoratore», Roma, dicembre 1957, Catalogo.
E.C.S. (alvi), Le Mostre, «Giomale di Brescia», 3 gennaio 1958.
F.C.(alzavacca), Collettiva di giovani alla A.A.B., «L'Italia», 8 gennaio 1958.
S. MONTANI, Restaurata a Niardo l'antica chiesetta, «Il Cittadino», 12 ottobre 1958.
G. CANALI, «Galleria Alberti», Brescia, 24 maggio - 6 giugno 1959. (Collettiva).
E.C.S.(alvi), Le Mostre, «Giornale di Brescia», 28 maggio 1959.
L. FAVERO, Arte, «La Voce del popolo», 30 maggio 1959.
«I Mostra-Messa dell'artista», Brescia, 1-9 giugno 1959.
E.C.S.(alvi), La Messa degli artisti, «Giornale di Brescia», 5 giugno 1959.
F.C.(alzavacca), La messa degli artisti,«L'Italia», 7 giugno 1959.
R.E., Rubrica d'arte, «La Verità», 7 giugno 1959.
«Premio di pittura Palazzolo», 1-15 novembre 1959, Catalogo.
«VII Premio di Pittura Gallarate», 6-20 dicembre 1959, Catalogo.
«Concorso naz. per il bozzetto di un manifesto antifascista», Genova, 1960.
A. RAMPINELLI, «Galleria Picelli», Brescia, 7-20 gennaio 1961. (Collettiva).
E.C.S.(alvi), Fas.er e Pescatori alla Picelli, «Giornale di Brescia», 12 gennaio 1961.
L. FAVERO, La rassegna dei pittori: Fasser e Pescatori, «La Voce del popolo», 14 gennaio 1961.
F.C., Le mostre, «L'Italia», 14 gennaio 1961.
«Galleria del Corso», Brescia, 23 febbraio - 4 marzo 1961. (Collettiva: Piccolo quadro).  G.V., 4i valsabbini Stagnoli e Garosio i Premi Montichiari, «Fiera di S. Panerazio», N.U., 11-15 maggio 1961. (Riprodotto in «Giomale di Brescia»).
R. MOJOLI, Mostre d'arte, «Il Resto del Carlino», 8 giugno 1961.
M.Z., Indirizzi pittorici, «L'Unità», Reggio E., 8 giugno 1961.
G.V., Estemporanea di Ghedi, «Giornale di Brescia», 17 agosto 1961.
F. CALZAVACCA, Un impegno verso l'arte la mostra in Vescovado, «L'Italia», 10 dicembre 1961.
E.C.S.(alvi), Arte sacra in Vescovado, «Giornale di Brescia», 13 dicembre 1961.
G. TANSINI, Discutiamo la mostra d'arte sacra, «L'Italia», 16 dicembre 1961.
G. TANSINI, Cosa suggerisce la Bibbia agli artisti, «Giomale di Brescia», 23 dicembre 1961.
G. TANSINI, Arte e Bibbia, «Ora ci labora», a. XVII, n. 2, marzo-aprile 1962.
G.V., Il premio Treccani, «Giomale di Brescia», I I maggio 1962.
ELLE, Vinto da G. Repossi il premio Treccani, «L'Italia», 16 maggio 1962.
G.V., Pittori a Villa Alba, «Giornale di Brescia», 29 maggio e I giugno 1962. (Si veda s.f. del 4 luglio).
«Galleria A.A.B.», Brescia, 27 ottobre - 8 novembre 1962.
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  1. PESCATORI MARIO
  2. PESENTI D.
  3. PETRÒ PAOLO
  4. PETROGALLI (DE) ANTONIO

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