Secolo XIV
Borgo S. Giacomo, 26 novembre 1915.
Pur avendo frequentato per qualche tempo la Scuola del nudo, Luigi Papagno può considerarsi autodidatta. Ha partecipato a numerosi concorsi e collettive provinciali. Presente per la prima volta a Brescia nel 1970, si è ripresentato in personale nel 1975 («Galleria del Carro», 18-30 ottobre); recensito in quell'occasione da Alberto Morucci, -iuniva dipinti in cui si evidenziava da un lato il paesaggio derivato dalla sola natura e dal mutare delle stagioni, dall'altro il calcinato alternarsi di angoli rustici e di paesi caratteristici nel quali sorprendere attimi di romantica poesia: il tratto rapido, spatolato in grado di incidere la rorida materia cromaticamente ricca. Nella ricomposizione delle visioni naturali, la mano si palesa maggiormente libera, in grado pertanto di seguire l'impulso dell'animo. Nascono così degradare di colli, il lontanarsi di torrenti sotto brani di cielo chiaro; i piani prospettici, le chiome degli alberi, la spumosa acqua dal geometrico schema riverberanti immediatezza nel cogliere le suggestioni vissute dal pittore.
Casalromano di Mantova, 9 giugno 1945.
Desenzano.
Brescia, 15 luglio 1951.
Mentre si esaurisce la compilazione di questa parte del «Dizionario», si ha modo di conoscere l'opera di questo giovane pittore e grafico, avviato, così ci pare, con intenti lucidi verso l'area realista ma con accenti espressionisti. Sicuro il segno grafico, e nitido, la stesura accurata fanno bene sperare nel fùturo di Ennio Parmini al quale auguriamo di sapere approfondire con assiduità e impegno i temi adombrati fino ad oggi nelle sue opere, senza indulgere alla tentazione di plateali sottolineature, nocive alla incisività del discorso avviato. E ci riferiamo soprattutto alle opere in cui la visione naturalistica si traduce in esiti non lontani dalla avanguardia concettuale.
Secolo XIX.
E’ fra i pittori che presentarono opere in occasione dell'Esposizione Bresciana del 1904. Non ci risultano dati anagrafici negli atti municipali bresciani, né si conoscono sue opere.
Secolo XV.
Secolo XVII
Originario di Damaso di Corno, Bartolomeo Paruto nella «Storia di Brescia», alla quale si rimanda anche per la nota documentaria, è definito pittore ed ntagliatore. E operoso con un certo Baccario nella facciata della chiesa della Madonna di Caravaggio in Chiari: sono statue in pietra di Samico e rappresentano «Apostoli e Santi, di forma piuttosto usuale due, altre due discrete. Si conosce una sua ancona scolpita e dorata a-ßormio, del 1600»
Brescia, 3 ottobre 1934.