Dizionario dei Pittori Bresciani
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MAZZOCCA DE BONA ANGELO

 Brescia, 18 luglio 1940.

Giovanissimo, a soli quindici anni, inizia a frequentare lo studio di G.B. Cattaneo (v.), attratto dalle varie tecniche pittoriche, in particolare quelle grafiche; ma anche con il trascorrere degli anni, la sua visione, che trae motivo dalla consapevolezza della crisi esistenziale che l'umanità attraversa, resta coerente. L'assillo che lo induce a esprimersi si concretizza in composizioni «apparentemente caotiche», in cui le immagini si accavallano in simultanee sovrapposizioni, senza perdere la presenza ossessiva, evidente, d'ogni particolare, com'ebbe a osservare Luciano Spiazzi. Rivolto soprattutto all'arte sacra, Angelo Mazzocca dopo la prima personale a Lumezzane (1 96 1) e varie presenze in collettive, nel 1964 ha allestito la prima sua singola mostra in città, presso la Piccola galleria dell'U.C.A.I. e nell'ambito della associazione artistica cattolica ha aderito a varie manifestazioni d'arte sacra, in città italiane e straniere. Non manca di riproporre singolarmente la sua produzione, con personale alla A.A.B. nel 1966, nel 1969 alla Piccola di via Pace, ultima sua singola in città.  Dal 1968 fa parte del Gruppo Delta. Con altri pittori bresciani è attivo in occasione di manifestazioni d'arte sacra allineate nella chiesa di S. Giuseppe in Brescia; nel 1970 ha figurato presso la milanese galleria «La Cripta». Significativamente, in un suo catalogo ha proposto parole di George Mathieu, quasi a sottolineare la fonte morale della sua operazione artistica; fonte sociale, altresì, a cui deve fedeltà l'artista perché avvenga quel «rinascimento» senza il quale l'uomo continuerà a distruggere, non a costruire.
 
BIBLIOGRAFIA
E.C.S.(alvi), Collettiva alla Piccola galleria, «Giornale di Brescia», I I ottobre 1963. «Piccola galleria U.C.A.I.», Brescia, 4-16 gennaio 1964.
JO COLLARCHO, Galleria, «Biesse», a. IV, n. 33, gennaio 1964. «Premio G. Fattori», Milano, 17-28 maggio 1965, Catalogo. «En plein aire», I giugno 1965.
«Galleria A.A.B.,», Brescia, 25 dicembre 1965-6 gennaio 1966.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», 6 gennaio 1966.
L. SPIAZZI, «Piccola galleria U.C.A.I.», Brescia, 29 novembre- I 3 dicembre 1969. «Arte bresciana oggi», Sardini Ed.  Bornato.
A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1 972).
 

MAZZOLARI UGO

 Secoli XIX-XX.

Di questo pittore, già presente alla Esposizione bresciana del 1904, si ritrovano cenni per partecipazioni successive in seno a mostre dell'Arte in famiglia.  Nel 1909, per la mostra ordinata nel palazzo Bargnani, l'estesa nota dedicatagli da P. Feroldi induce a pensare che notevoli dovevano essere le qualità pittoriche di Ugo Mazzolari, ed anche aggiornata la visione espressa nelle sue opere se, ancora nel 19 IO, in occasione di una mostra artistica in Cremona, si evidenziavano Paranza da pesca, dipinto ricco di pregi e di tenui trasparenze e Rouge et noir, definito «pastello indovinatissiMO». Entrambi i quadri erano stati esposti in precedente mostra bresciana. Ritrattista, autore di un Volto di donna a pastello esposto alla «Galleria Scarpetta» di Gardone Riviera intorno al 1930, Ugo Mazzolari suscitò con la sua attività vivo interesse. Nonostante le ricerche effettuate, del pittore null'altro sappiamo dire, se non esprimere il dubbio che sia originario di Pontevico dove ancora è vagamente ricordato e dove ancora vivono famiglie del suo conogme, non però in grado di dire di lui; in città, con la assenza di elementi anagrafici, non restano, fra quanti interpellati, congiunti.
 
BIBLIOGRAFIA
«Esposizione bresciana», Brescia, 1904, Catalogo.
«La Sentinella bresciana», 8 agosto 1909, Il vernissage della mostra d'arte a palazzo Bargnani. P.F., L'arte a palazzo Bargnani, «La Sentinella bresciana», 9 settembre 1909.
«La Sentinella bresciana», I 5 maggio 19 IO, La mostra artistica di Cremona.
 

 

MAZZOLI GIAN MARIO

Brescia, 2 febbraio 1952.

L'attività di questo giovane grafico ci è nota soltanto per la sua presenza a mostra collettiva ordinata nelle salette della Galleria Labus nel 1977.  Figurativo, preciso esecutore, tende a descrivere lo smarrimento esistenziale a mezzo di emblemi: volti femminili riflettenti interiore vuoto a cui non danno luce o contributi e arricchimento i pur preziosi orpelli echeggianti al Liberty. L'abilità esecutiva di Mazzoli deriva dagli studi condotti presso il Liceo artistico e la specializzazione in grafica pubblicitaria che lo ha portato a collaborare con varie Case editrici e a conseguire riconoscimenti in vari concorsi.
 
BIBLIOGRAFIA
A. MAZZA, «Galleria Labus» Brescia 10-23 dicembre1977, Proposte per una collezione di grafica
L. SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 17 dicembre 1977.  AA.VV., «Brescia'80», Brescia, 1-1 I maggio 1980,Catalogo.

MEISSO SILVIO

Rovato, 3 novembre 1940

Da Pietro (Rovato, 1906-viv.) decoratore e autore di opere di cavalletto semplici, dedicate in prevalenza al paesaggio e alle figure locali, nasce Silvio che ha frequentato dapprima la scuola «F.  Ricchino» della natia Rovato e poi l'Accademia Carrara, sotto la guida del professar Trento Longaretti, diplomandosi. Affronta l'attività di restauro venendo da essa quasi esclusivamente assorbito; tanto che, pur continuando a dipingere, non si ricordano di lui partecipazioni a mostre collettive, men che meno mostre personali. Figurativo, predilige il paesaggio reso con tratto impressionistico e colori roridi, puliti.  Ne nascono così panorami dalla chiarità solare; campagne ubertose raggiunte dall'occhio in tutta la loro ampiezza, angoli di paese. La pennellata incisiva, riassuntiva, scandisce prati, sentieri, tetti e mura di antiche case contadine sotto cieli uniformi d'azzurro, con evidente plasticità. Silvio Meisso è insegnante nella scuola «F.  Ricchino».

MELCHIORI (DE) MELCHIORRE

Secolo XVI.

Nel «Dizionario degli artisti bresciani» del Fenaroli è indicato all'Estimo del 1525 della quadra settima di S. Faustino.  Non si conoscono altre notizie, né indicazione di opere.
 

MELONI GALEAZZO

Secoli XV-XVI.

Il Fenaroli lo dice nato nel 1477, rinviando quindi alla polizza d'estimo n. 298 del
1517 della quadra quarta di S. Giovanni. Abitante pertanto a Brescia in quell'anno, potrebbe essere parente di Altobello Melone, pittore cremonese la cui influenza su artisti bresciani, quali il Civerchio, potrebbe derivare anche da legami fra l'Altobello stesso e il nostro ambiente.
 
BIBLIOGRAFIA
S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887.
P. GUERRINI, Documenti cremonesi nellefonti bresciane, «Annali della Biblioteca governativa e libreria civica di Cremona», 1952.
«Storia di Brescia», Voi. lI.
 

MENEGHINI MARIO

 Berlingo, 25 giugno 1948.

Autodidatta, ma per parentela acquisita con Paolo Bignotti (v.) di cui è genero, la sua produzione risente della visione del più anziano e noto pìttore, tanto che nel paesaggio e nella figura Meneghini sembra esserne l'erede e interprete appassionato. Della terra natia, delle figure, dei luoghi circostanti coglie infatti aspetti genuini, frutto d'una passione espressa nei momenti liberi dal quotidiano impegno professionale ed esposto dapprima in collettive allestite a Travagliato e nei paesi limitrofi, poi in mostre personali: a Travagliato, a Isorella.
Pittore legato alla realtà delle cose, alla umiltà di quanto circonda modesta gente: una sedia, rustiche suppellettili antiche e pur preziose.  Ma è nella figura che Meneghini ci sembra meglio esprimere la malinconia d'un sensibile animo: figure costruite solidamente ma, nello sguardo, recanti mestizia, l'ansia d'una attesa o una riflessione antiche, come secolari sono le rinunzie, le sofferenze della gente di cui partecipa nei dipinti attimi di silente vita.
 
BIBLIOGRAFIA
A. RIZZI, «Biblioteca civica», Travagliato, 31 ottobre-5 novembre 1978.
L .SPIAZZI, «Bar Rosy», Isorella, 20 ottobre 1979.
 

MENGOZZI COLONNA GIOVANNI

Secolo XVIII.

Quadraturista, qui lo si ricorda per aver collaborato con Gian Domenico Tiepolo (1 754,1755) nell'affrescare la chiesa di S. Faustino Maggiore in Brescia.
Per ulteriori elementi vedasi la «Storia di Brescia

MENI DE FRANCESCO

Secolo XV. Nato nel 1472, vive ancora nel 1517

Il Fenaroli dà le due date, rinviando alla polizza d'estimo n. 167 del 1517 della quadra di città vecchia.  Nessun'altra notizia è stata apportata in seguito su questo pittore.
 
BIBLIOGRAFIA
S. FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887. «Storia di Brescia», Voi. 11.

MERA PIETRO

Secoli XVI-XVII.

Pittore fiammingo, qui lo si ricorda per essere autore di una Visitazione'in SS.  Giacomo e Filippo; per aver eseguito i ritratti di Francesco Moscardi (1 61 1) un tempo nella sala consigliare dell'Ospizio di Malegno e di un ignoto Domenicano custodito dalla Pinacoteca Tosio Martinengo: opere documentate da Bernardino Faino, Francesco Paglia, Maccarinelli, Canevali, ai quali fa cenno la «Storia di Brescia», Vol. 111, p. 618, e Gaetano Panazza che lo dice documentato dal 1570 al 1639. (Catalogo della Pinacoteca T.M., 1959).

  1. MERIGO GIUSEPPE
  2. MERLETTI PIERO
  3. MICHELE (E GIOVANNI ANTONIO)
  4. MICHELETTI BRUNO

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