Dizionario dei Pittori Bresciani
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NOLLI PIERMARIA

(Piero).  Gambara, 7 maggio 1925.

Frequentato il Liceo classico presso l'Arici di Brescia, dove da numerosi anni è docente di Educazione artistica, ha studiato pittura a Milano con il prof.  Piccardi, diplomandosi presso l'Istituto d'arte di Firenze. Carattere schivo, più per pressione di conoscenti e amici ha intrapreso la via delle esposizioni sul far degli anni Settanta.  Da allora numerose e notevoli le presenze in collettive di varie città italiane. Fra le significative si possono citare località quali Mantova (1971, 72, 73), Brescia (1971,2,3,4,6), Milano (1972, 75), Viareggio (1974), Venezia (1976), Roma (1977), Firenze (1977, 78), Palermo (1978), Asiago e Sabbioneta (1979). Nella provincia bresciana è invece presente a collettive in Sarezzo (1972), Castrezzato (1 976), Desenzano (1977). Da segnalare le collettive ordinate nel Castello di Gambara, in occasione delle feste della Madonna della Neve dal 1970 al 1977.  Di quelle manifestazioni, oltre che espositore, Nolli è stato uno degli animatori, capaci di far convergere nella cittadina artisti da tutta Italia. Mostre personali ha allestito a Mantova (1971, 72, 74, 77), Milano e Forlì (1975), Venezia (1976), Brescia (1976, 78), Sassuolo (1978).
Nolli ha inoltre realizzato motivi per rappresentazioni teatrali. Pittura che si può definire espressionista, la sua, per i temi proposti soprattutto, riversati nelle chine colorate a evidenziare quanto di violento e di impietoso è nella natura umana.  La prima vittima, A bele, una delle lontane opere, sembra racchiudere la fondamentale tematica dei suoi dipinti che, nella lotta di galli, nel Crocefisso, nelle figure prostrate o dolenti si fa denunzia di una condizione esistenziale da cancellare. E la speranza del riscatto, della redenzione sembra manifestarsi in altri dipinti; quelli nei quali il pittore coglie i più evidenti aneliti o simboli di libertà: da Icaro, sia pure ricaduto, ai prediletti cavalli, nella corsa sfrenata prorompenti foga fatta «canto di libertà». Pittura amara, dunque, testimone della contemporaneità e come la contemporaneità anelante minor solitudine, più aperti e sereni spazi.
 
BIBLIOGRAFIA
G. B. PERSINI, «Gruppo Arte caffé Mossini»,Mantova,2O novembre -I dicembre1971.
L. ARMONDI, «Galleria la Loggetta», Brescia, 22-28 maggio 1972.  Collettiva.
«Galleria La Nuova Sfera», Milano, 16-31 maggio 1972, Artisti bresciani, Catalogo.
I.C. SESTI, «Galleria Valverde», Cagnaghe, 18 novembre - I dicembre 1972. «Centro d'arte Morosini», Mantova, 20 aprile - 4 maggio 1973.
A. DEL BONO, «Galleria Andreani», Mantova, marzo-aprile 1974.
G. COLOSINI, «Manifestazioni artistiche», Gambara, 4-5 agosto 1973, catalogo.
G. MUZZI, «Manifestazioni artistiche», Gambara, 3-4-5 agosto 1974, catalogo.
L. ARMONDI, «Presenze oggi», Tip.  Queriniana, Brescia, 1975.
«Giornale di Brescia», 8 agosto 1976, Un incontro dipinto e scultori a Gambara.
L. SPIAZZI, Giro dell'arte, «Bresciaoggi», 13 novembre 1976.
L. ANELLI, «Galleria Andreani», Mantova, 7-20 maggio 1977.
«Giornale di Brescia», 8 agosto 1978, Un incontro con l'arte a Gambara.
L. ANELLI, «Centro Tori», Sassuolo, 15 ottobre - 4 novembre 1978. (Testo da precedente catalogo. Con nota delle mostre collettive e personali).
«Paese sera», 4 novembre 1978, Premio Leon d'oro.
A. MENINI, Collettiva a Sabbioneta, «Gazietta di Mantova», s.d. (giugno 1979).
«Gazzetta di Mantova», 20 giugno 1979, Q al@icate presenze alla rassegna nazionale d'arte. (Si veda s. f. in data 26 giugno).
Nota:
Non si hanno riscontri dei testi redatti da R. DE GADA, «Sette arti», maggio 1972 e D. VILLANI «La libertà», giugno 1972 per mostra milanese e di M. CATTAFESTA per mostre a Mantova e Milano.
 

NULLI MARIUCCIA

v. ANTONIOLI NULLI MARIUCCIA.

NUVOLONI GIUSEPPE

Secolo XVII.

Pittore di Milano (1619-1703), lo si ricorda solo per le opere realizzate in Brescia e provincia, fra le quali una Carità e un S. Faustino della Congrega apostolica; il grande dipinto del Duomo nuovo in cui è effigiata l'implorazione dei SS.  Faustino e Giovita affinché Brescia sia liberata dalla peste.  Nuvoloni propose in città, sia pure nel gusto del Procaccini, nuovi effetti decorativi e singolari toni sfumati, attenuando così le tendenze secentesche locali.
Altre opere vanno citate: S. Antonio (Duomo nuovo), l'Adorazione (Chiesa di S. Giovanni) che «forniranno ai pittori della fine del secolo esempi compositivi e cromatici la cui portata si può misurare solo su opere che appartengono al secolo nuovo», come rileva la «Storia di Brescia», alla quale si rimanda per la nota delle opere e per le indicazioni bibliografiche.
 

OCHI o OCHIS ARNALDO

Secolo XV.

Un Amaldo Ochi è ricordato nel Dizionario di S. Fenaroli, che lo dice nominato nell'Estimo del 1498 della quadra di città vecchia; nell'anno 1486 è invece ricordato negli schedari di G. Lonati e R. Vantini custoditi dall'Ateneo bresciano. Queste brevi note riuniscono la Storia di Brescia.

 

OLINI GIACOMO

 Brescia, 1918.

Ha dedicato la vita alla pittura: queste parole, affidate ad un Catalogo, dicono quanto Giacomo Olini abbia amato ed ami la professione affrontata, malgrado le difficoltà superate lungo il corso degli anni. Non ancora trentenne, nel 1947, si presenta in personale, e ancora si ripete nel 1954 e 1955. Affronta al tempo stesso la decorazione in numerose chiese, a Orzinuovi, Fenili Belasi, Montecchio di Darfo, Ono S. Pietro, Monno, Ceto, Grevo di Cedegolo, Presegno, Vallio, Brione, Polaveno, Valle di Saviore, Belprato, Livemmo, Ciliverghe, Levrange, Prevalle, Idro, Ponte Caffaro.. L'attività di affreschista non gli impedisce di partecipare a numerose collettive bresciane, anche in senso alla A.A.B., o fuori provincia; di allestire alcune personali (1971, 76) Autodidatta, è maggiormente noto come “ riproduttore di cavalli, che illustra nelle loro varie manifestazioni”.  Ma con il passare degli anni Olini si è  appassionato a tutto il complesso mondo contadino.  E di questo mondo ritrae ancora gli animali, il loro lavoro o il loro riposo, ma accanto ad essi ecco gli uomini, sparsi nei campi o raccolti entro i rustici depositi di granaglie; ecco i vecchi seduti all'ombra di ristoratrici fronde; ed ecco le donnette affaccendate o in curioso colloquio. Aneddoti, attimi di vita colti con sorprendente spontaneit\'88, il segno sicuro, marcato, il colore rorido e acceso, come semplice e puro è l'affetto del pittore per la poesia agreste.

BIBLIOGRAFIA

G.V. , G. Olini, “ Giomale di Brescia”, 3 febbraio 1955.

V. FAGGI, Al premio Orzinuovi, “Giornale di Brescia”, 31 agosto 1956.

O. Di PRATA, G. Olini “L'Ora serena”, novembre 1956.

“Giomale di Brescia”. 23 aprile 1957, I pittori scoprono Borgosatollo.

“II Mostra di artisti bresciani”, A.A.B, Brescia, 24 settembre - 4 ottobre 1960.

“III Mostra di artisti bresciani”, A.A.B., Brescia, 27 aprile - 5 maggio 1963

G. VALZELLI, Le tre giorni di Montichiari, “Giornale di Brescia”, 12 maggio 1965

P. MANENTI, “Galleria A.A.B.”, Brescia, 13-25 febbraio 1971

G.V., Dalla tavolozza di Collio, “Giornale di Brescia”, 25 luglio 1971

“Giornale di Brescia”, 15 luglio 1973, Il premio Bagnolo

A. M. (azza), Il paesaggio di Padenghe, “Giornale di Brescia”, 2 luglio 1976

A. MORUCCI, “Galleria A. Inganni”, Brescia, 24 dicembre 1976 - 13 gennaio 1977

L. SPIAZZI, Arte in città, “Bresciaoggi”, 28 dicembre1976

L. SPIAZZI, Giro dell’arte, “Bresciaoggi”, 5 maggio 1976

AA. VV. “Brescia ‘80”, Brescia 1 - 11 maggio 1980, Catalogo

A. M. COMANDUCCI, “Dizionario dei pittori ...italiani”, Ed. IV (1972)

 

OLIVIERI (DE) ANTONIO DE CASTELLO

Secolo XV.

S. Fenaroli, nel «Dizionario», lo dice pittore; citato nell'Estimo del 1515 della quadra di città vecchia. Di lui non si hanno altre notizie.

ORSONI GIUSEPPE

Bologna, 1691-1755.

Allievo di Domenico Viani e Pompeo Aldrovandini, quadraturista e pittore teatrale, si cita solo per le decorazioni bresciane eseguite nell'oratorio della Carità (1732), in S. Clemente e nella casa Fenaroli, rinviando per ulteriori elementi alla «Storia di Brescia».

ORZI (DEGLI) FRANCESCO

 v. FRANCESCO DEGLI ORZI

OSIO PINO

Corticelle di Pieve, 27 febbraio 1922.

Prevalentemente paesaggista, dedica la sua attenzione agli aspetti silenti della campagna, dei suoi casolari, dando ai motivi ritratti effetto di luce effusa, che attenua le linee contornanti alberi, i profili delle case, dei colli. Dopo aver frequentato la scuola d'arte della A.A.B., Pino Osio ha partecipato a numerose collettive in città e provincia, prima di spingersi fino a Cemusco, Cremona, Caravaggio, S. Benedetto Po, alternando presenze singole a Bergamo.  Nella recente mostra personale allestita nelle sale dell'Associazione artistica di via Gramsci si è riconfermato appassionato interprete della natura, per evidenziame piccoli, suggestivi brani con sincero accento, nella eco postimpressionista.
 
BIBLIOGRAFIA
«Panorama d'arte '77», Magalini Ed., Brescia, 1977.
 

OTTAVIO DA BRESCIA

v. Prandino Ottavio o Ottaviano.

  1. PACCHIO VINCENZO
  2. PACE PASE
  3. PADERNO FRANCO
  4. PADOVA PAOLI GIOIETTA

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