Dizionario dei Pittori Bresciani
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GARZETTI LUIGI

Brescia, 28 febbraio 1924.

Diplomato presso l'Istituto internazionale per la diffusione della cultura e l'Accademia di B.A. di Milano, ha allestito varie mostre in città d'Italia.  A Brescia si è fatto conoscere principalmente per avere esposto alla «Galleria Arengo» nel gennaio 1977.  Lo presentava in catalogo Giannetto Valzelli, con Almarosa Perini, rilevando dell'uomo il carattere schivo fino alla estrema riservatezza; nelle nature morte, frutto lù significativo della produzione pittorica, una figurazione precisa, non alligra ica, per rivolta agli oggetti e ai prodotti d'una esistenza umile e candida.Lo stesso catalogo contiene la sintesi bibliografica annoverante cenni critici di Umberto Benedetto, Nóel Sotten e dello stesso Valzelli
 

GARZONI ANTONIO

 Brescia, 4 luglio 1906.

Frequentate a diciannove anni la Scuola Moretto di Brescia e l'Accademia di Brera di Milano, ha dapprima dipinto miniature, piccoli ritratti e paesaggi in varie tecniche (pastello, olio, acquarello, china). Dietro sollecitazione del padre, proprietario di una Ditta di arredi sacri, intraprende a dipingere figure di Santi e Madonne sui paramenti, esprimendo «la gioia, il dolore, l'estasi» degli effigiati.  L'attività diviene così professione e in tale veste intraprende anche la partecipazione a mostre in Brescia, Assisi, Roma, Thiene, La Spezia, Milano, Pisa, Firenze, ecc. quasi sempre proponendo temi religiosi.Nel 1932 allestisce la prima mostra personale in città, seguita nel 1935 da altra a Milano e quindi, nel 1953, a Firenze, nel 1958 a Napoli, Firenze, Cremona e, negli anni 1962, 1968, 1970 ancora a Brescia nelle sale della Associazione artistica di via Gramsei.  Fantasiosa e cromaticamente accesa, la pittura di Antonio Garzoni esterna emozioni, sollecitazioni che l'autore sente profondamente fino ad esprimersi con rudezza e accentuata deformazione non sempre giovevoli ai risultati pittorici ed estetici.
 

GASPARE

Brescia 17 gennaio 1943.

Al secolo Antonio Gasparini. Autodidatta, ha affrontato per la prima volta il pubblico nel dicembre 1972. Presentandolo in catalogo, don Renato Laffranchi evidenziava che la pittura di Gaspare nasce come atto d'amore, una intensa ricerca che lo «conduce davanti alle cose e ti fa curioso di individuale il segreto, per leggerne il segno e per raccontarlo divenuto messaggio - ai suoi compagni». Da parte sua il pittore affermava la predilezione per il Medio Evo e il mistico mondo che da esso ancora ci perviene. Già da quella sua prima mostra sembrano individuabili le tematiche via via approfondite con il trascorrere del tempo.  E sono l'interesse alla natura, l'adesione al mondo degli umili, una simbologia metafisica che affonda le radici nella iconografia e nella tradizione cristiana, e ancor più lontano. Pittore errabondo, si sarebbe tentati di definire Gasparini nello scorrere i titoli delle opere realizzate dal 1972 al 1977, anno della sua ultima apparizione in personale. Se nei dipinti sono ricorrenti noti e suggestivi angoli di Brescia e della provincia nostra, si evidenziano in particolare chiese e chiesette: da quella dei Campiani a S. Antonino di Mompiano, da S. Rocco di Cellatica e la Mitria di Caino, al Santuario di Rezzato, al nostro S. Faustino Maggiore. Ed ecco poi i panorami colti a Spello, Armenzano, S. Gimignano, Siena, Firenze, Perugia, Venezia e le isolette, La Spezia, Assisi; non poche località dagli aspetti consonanti ad un animo che predilige la statica espressività trecentesca, l'analisi intima, il raccoglimento.  Motivi ritrovati nei borghi antichi dalle turrite mura, ma anche nell'invitante ombra di portali architettonicamente prezìosi. Quasi un ideale itinerario per riappropriarsi della sacralità: espresso in opere quali 70 Sonno religioso di un pastore (1975), L'albero della vita (1977) per un più consapevole contatto umano testimoniato da scene «corali» come in La sopravvivenza dei deboli, Il giorno dei Morti, Contadini al borgo, Gli zappatori, Ritorno al paese; oppure racchiuso in singole figure «ritratto», erette a emblema di condizione umana.  Nello sfondo, ma parte essenziale della narrazione, il paesaggio: declinanti colli punteggiati di minuscole cascine, da radi o folti alberi a ricreare silente e lontananze atmosfera. Non mancano nella produzione di Gaspare anche le nature morte, spesso condotte nella eco di Maestri francesi.  Opere che hanno figurato in locali mostre personali e collettive.
 
BIBLIOGRAFIA
R. LAFFRANCHI, «Circolo culturale S. Maria della Vittoria», Brescia, 20 dicembre 1972-7
gennaio 1973.
«La Grotta», Brescia, 6-15 aprile 1974.
«Il Giorno», 16 aprile 1974, La corsa al bene r@fugio. «La Grotta», Brescia, 17 _25 dicembre 1974. «Bresciaoggi», 24 dicembre 1974, La mostra nel vicolo. «La Grotta», Brescia, 27 settembre-5 ottobre 1975.
G.P., Gaspare a Brescia, «Il Nuovo Torrazzo», Crema, 27 settembre 1975. «Il Giorno», 3 ottobre 1975, Pittore contesta gallerie. «La Grotta», Brescia, 20-30 dicembre 1975. «La Nazione», 10 dicembre 1975, Lavora nei campiper conoscere la gente. E.C.S.(alvi),,Wostre d'arte, «Giomale di Brescia», 17 aprile 1976. «Brescia-giovani», a. 1, n. 5 giugno 1976, Un pittore. «La Grotta», Brescia, 16-26 dicembre 1977.

 

GASPARE ARISTOTELE

Secoli XV e XVI.

Le date relative a questo pittore di cui non si conoscono opere sono il 1499 e il 1514.  Ignorato dalla «Storia di Brescia», viene da osservare che il 1514 è fatto invece per un certo Gasparo... pittore, segnato nel Registro delle custodie notturne della quadra quarta di S. Giovanni, proprio a quell'anno.
 
BIBLIOGRAFIA
S.FENAROLI, «Dizionario degli artisti bresciani», 1887, p. 309. (Per Gasparo).
R.VANTINI, G. LONATI, Schede presso l'Ateneo civico di Brescia.
«Storia di Brescia», Vol. 11.

GASPARE DA COIRANO

.v. Coirano Gasparo

GASPARE DA JAGA

Jaga di Orzinuovi, 28 novembre 1941. Vive e opera a Orzinuovi.
Al secolo Giovannini Gaspare.
Nato da famiglia di ceppo toscano, ancor giovane si trasferisce a Parigi dove frequen-ta vari corsi d'arte. Ansioso di conoscere le avanzate espressioni, frequenta a lungo la Francia, soggiorna in Germania, Spagna e Austria. Al ritorno in Italia frequenta l'Accademia di Brera in Milano, riavvicinandosi alla località di Jaga in Orzinuovi, dove apre studio.
Dal 1960 intraprende la partecipazione a mostre collettive in Italia e all'estero; personali ha invece ordinato a Soncino (1964); Digione e Crema (1965); Bergamo (1966); Auxerre (Francia, 1967); Tassa de Mar (Spagna, 1968); Firenze e Innsbruk (1969); Orzinuovi (1970); Lodi (1971); nel palazzo Ducale di Genova e a Verona (1973); Brescia (1974).
Presente nel mondo artistico e culturale non soltanto bresciano, presta collaborazio-ne alla Scuola d'arte aperta nel Castello sforzesco di Soncino e, sempre a Soncino, è fra i fondatori e gli animatori della Famiglia artistica "Piero Manzoni" nota per le iniziative nel campo della ricerca e creativo.
L'attività commerciale svolta in agricoltura, il diretto contatto con la natura sono la fonte primaria dell'espressione artistica di Gaspare da Jaga; particolare la tecnica da lui adottata per plasmarla: polistirolo trattato con alta temperatura e poi modellato a ricomporre i più diversi frutti della terra: alloro fiorire, alloro erompere, ma anche nella loro germinazione unita in simbiosi allusiva con effetti che potrebbero definirsi lunari, di una deserta cosmicità, come ha osservato Guido Stella.
Nascono così brani di campo, turgidi grappoli di frutta dorata e visioni di una realtà fantascientifica negli scheletriti gambi, tragici nel loro contorto ed esile ergersi.
Un contrasto di felice vitalià e agghiacciante spettralità entro cui v'è chi ha ravvisato l'amore a quanto offre la natura e l'atterrita prospettiva di una ecatombe nucleare.

GASPARI PAOLO

 Azzano Mella, 25 luglio 1925.

Vive e opera ad Azzano Mella. Lo studio accanto ai proff.  Ravà e Rizzi, sul fare degli anni Quaranta, ha affinato le naturali doti grafiche di Gaspari.  Intervallate alla attività di disegnatore per noti orafi, in quegli anni le partecipazioni ad alcune collettive cittadine non prive di soddisfazioni e riconoscimenti. Solo nel 1970 il desiderio di «impastare colori» prende sopravvento e il frutto di lungo, silenzioso lavoro vede luce con la prima mostra personale allestita in città nel 1975.  Ed altre ne seguiranno. Sono dipinti dedicati a località visitate occasionalmente, Portovenere,
Biazza, ma soprattutto i luoghi in cui vive: il tratto par sciogliersi, sfaccettandosi il colore; disteso è il malinconico silenzio di paesaggi fatti eguali dall'effuso riverbero crepuscolare.
Oppure figure a cui l'autore par avvicinarsi per ascoltare palpiti desolati, per rifletterli nella tela con l'occhio partecipe di un uomo impegnato, e pur con il candore di eterno fanciullo ansioso di bontà e bellezza.
BIBLIOGRAFIA
G.VALZELLI, Vissone, «Giomale di Brescia», 5 settembre 1969.
R.LONATI, «Galleria Brixia», Brescia, 13-26 dicembre 1975.
C.SOLA, «Galleria del Carro», Brescia, 27 novembre-9 dicembre 1976.
A.RIZZI, «Galleria del Carro», Brescia, 12-24 novembre 1977.
AA.VV., «Galleria del Carro», 9-24 dicembre 1978.

GASPARINI ANTONIO

v. Gaspare.

GASPARINO DA DESENZANO

 Secolo XV.

Ricordato in polizza d'Estimo, risulta abitare a Peschiera nel 1499, ma di lui non si conoscono opere. L'essenziale sua bibliografia sta in «Storia di Brescia», Vol. 11, p. 1005, n. 1.

 

GATTI GABRIEL

Brescia, 1917.

Figlio dell'editore Vittorio e fratello di Toni (v), è stato dapprima allievo di Angelo Sala e poi di Emilio Pasini.  Ha frequentato altresì la Scuola Moretto, avvicinando Domenico Lusetti dal quale trasse profitto per i I disegno. La sua passione pittorica risale alla giovanissima età di quattordici anni e già negli inizi degli anni Trenta intraprende ad esporre in mostre cittadine e provinciali: ciò fino allo scoppio della seconda guerra mondiale durante la quale visse a Bovegno, entrando nella Resistenza. Nel 1944 si ricorda una sua mostra alla «Bottega d'arte» e già dalla prima vasta collettiva cittadina del dopoguerra (ottobre 1945) vive i primi passi della Società arte e cultura, divenuta poi A.A.B., nelle cui sale sarà anche insegnante.  In seno alla Associazione di via Gramsci espone ripetutamente, si affianca'anche al Gruppo degli Indipendenti che diedero vita a numerose mostre sia nelle sale del Mercato e nel Duomo vecchio, sia alla Loggetta. t pure di quel periodo (1 9 5 3) la partecipazione al Premio Brescia. All'attività di cavalletto alterna anche opere decorative in sacri edifici fra i quali si ricordano la chiesa di S. Carlo di via Luzzago, in città (1950) e quella di Teglie (1958).Sempre più numerose le mostre collettive alle quali prende parte, alternate a personali in Brescia o a Verona e Montecatini (1969). Il soggiorno parigino, alfine, testimoniato da numerose opere esposte al nascere degli anni Settanta. Se nei primi tempi dell'attività, quelli della ricerca espressiva, aveva attinto alla purezza del colore, alle tonalità decise e squillanti ed al motivi racchiusi in peltri, rami, ottoni offerenti effetti cromatici e plastica massa, nel susseguirsi degli anni si dedicò al ritratto, dapprima inteso come ricerca della verità fisica, e poi come ricerca introspettiva.  Ciò portò il pittore ad un alleggerimento dei cromatismi, fino ad una «rarefazione» giocata sui grigi e sugli argentei riflessi, a volte raggiunti anche attraverso varie tecniche. Fra le figure di vecchi, di noti personaggi si inseriscono i volti di bambini dei quali sono colti la spontaneità incontaminata e il trasparente animo intuibile attraverso quegli occhi mobilissimi e sereni. Sono questi i ritratti che paiono maggiormente riflettere l'animo di Gabriel Gatti romantico paesaggista, che pure nella campagna o negli scorci urbani cerca luci effuse, lontane atmosfere d'un mondo sognato, forse intimamente rimpianto.
 
BIBLIOGRAFIA
P.FEROLDI, Precisazioni..., «Il Popolo di Brescia», 2 dicembre 1936.  L.V.(ecchi), Tavolozza triumplina, «Il Popolo di Brescia», 26 agosto 1938. «IV Mostra del sindacato prov.  B.A.», Brescia, 1938, Catalogo.
0.L. PASSARELLA, La VI sindacale, «Il Popolo di Brescia», 3 maggio 1942.
E.PASINI, VI sindacale delle arti, «L'Italia», 16 maggio 1942.
«Bottega d'arte», Brescia, 18 marzo- I 6 aprile 1944.
L.FAVERO, Pittori e scultori alla mostra d'arte e cultura, «L'Ora del popolo», 18 ottobre 1945.  AEQUUS, Duecento opere di artisti bresciani, «Giornale di Brescia», 25 ottobre 1945.
E.PASINI, La mostra degli Indipendenti in Duomo vecchio, «L'Italia», 10-24 novembre 1946. «La Provincia di Brescia», 21 aprile 1947, La mostra degli Indipendenti.
E.PASINI, Vernice agli Indipendenti, «Il Popolo», 2 dicembre 1947. «L'Araldo delle arti», dicembre 1947, Gli artisti Indipendenti di Brescia. «Giomale di Brescia», 15 maggio 1949, All'Enal mostra degli Indipendenti.  E. PASINI, La mostra degli Indipendenti.... «Il Popolo», 22 maggio 1949. «Giomale di Brescia», 23 marzo 1950, Tredici Indipendenti alla Loggetta.
G.CRISTINI, Tele di G. Gatti, «Giornale di Brescia», 26 ottobre 1952.
0.DI PRATA, Artisti alla galleria A.A.B., «Terra nostra», n. 1, novembre 1952, p. 39.
«Terra nostra», n. 2, dicembre 1952, Natività.
«Terra nostra», n. 5, marzo 1953, p. 3 1, Ritratto di A. Canossi. «Premio Brescia», Brescia, 1953, Catalogo, p. 13.
MARTELONI, Alla A.A.B. sono di scena i tradizionalisti, «Tribuna delle Regioni», 31 dicembre 1953.
«Tribuna sera», 21 gennaio 1954, Pitture e sculture deifratelli Gatti.
A.GATTA, Volevano un apostolo con la pipa negli affreschi della chiesa di Teglie, «Giomale di Brescia», 21 ottobre 1958.
R.APICELLA, Pittura bresciana del dopoguerra, «Brescia e Provincia», monogr. per gli a. 1958-1959, p. 86.
G.VALZELLI, Pittori bresciani a Breno, «Giomale di Brescia», 20 agosto 1959. «Galleria del Corso», Brescia, 16-27 maggio 1960.
L.F.(avero), G. Gatti, «La Voce del popolo», 21 maggio 1960.
«Giornale di Brescia», 12 maggio 1962, Esine: i restauri della chiesa.  G. VALZELLI, I Profeti e la turba.... «Br-uttonome», Vol. 1, (1 962).  JO COLLARCHO, Galleria d'arte, «Biesse», a. III, n. 25, aprile 1963. «Galleria A.A.B.», Brescia, 16-28 novembre 1963.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», 26 novembre 1963. (Si veda l'edizione del 20 novembre, Pierrot, Ill.
JO COLLARCHO, Galleria d'arte, «Biesse», a. III, n. 3 1, novembre 1963.
G.V.(alzelli), Inizia la,Iiera di Montichiari, «Giomale di Brescia», 8 maggio 1964.
G.VALZELLI, Nella mostra della caccia alla A.A.B., «Il Cittadino», I I ottobre 1964.
«Storia di Brescia», Vol.  IV.
G.VALZELLI, La tre giorni di Montichiari, «Giornale di Brescia», 12 maggio 1965. «Galleria Cavalletto», Brescia, 15-31 maggio 1965.
G.V.(alzelli), Arte, «Il Cittadino», 23 maggio 1965.
E.C.S.(alvi), Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», 26 maggio 1965.
A.RIZZI, Artefigurativa, «Corriere della Valle», maggio 1965.
A.ZAGNI, «Galleria Cavalletto», Brescia, 5-18 febbraio 1966.
VICE, Mostre d'arte, «Giornale di Brescia», I I febbraio 1966.  G.V., S. Pancrazio, «Giomale di Brescia», 12 maggio 1966.  A. ZAGNI,
«Galleria A.A.B.», Brescia, 4-16 febbraio 1967. «Galleria A.A.B.», Brescia, 13-25 aprile 1968.
A.RIZZI, «Galleria S. Luca», Verona, 1969. E.FALQUI, «Galleria Ghelfi», Montecatini, 1969.
G.VALZELLI, A Peschiera..., «Giornale di Brescia», 18 settembre 1969.
L.SPIAZZI, «Galleria A.A.B.», Brescia, 16-28 gennaio 1971,
L.SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 4 febbraio 1971.
«Il Regalo», Brescia, Inverno 1972-@3, Stampa Tip.  Vestonese, 1972.
L.SPIAZZI, Un binomio al servizio dell'arte bresciana, Mario e Gabriel Gatti, «La Voce dell'automobilista», 31 dicembre 1974.
L.SPIAZZI, Arte in città, «Bresciaoggi», 17 dicembre 1977.  AA.VV., «Brescia'80», Brescia, I -I I maggio 1980, Catalogo. «Arte bresciana oggi», Sardini Ed.  Bomato.
A.M. COMANDUCCI, «Dizionario dei pittori... italiani», Ed.  IV, (1 972).
  1. GATTI MARIO
  2. GATTI PIETRO
  3. GATTI TOM
  4. GATTO AUGUSTO

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